Studiare l’emigrazione di ieri per capire il presente e valorizzare il domani: grande debutto per i giovani del Comitato “Sangiacomesi nel mondo”. In un Palazzo Marone gremito si è tenuto sabato l’incontro dal titolo evocativo “Cercando fortuna – la nostra migrazione tra storie di riscatto e prospettive future” organizzato dalla sezione giovanile del “Comitato Sangiacomesi nel mondo”.
Una proficua occasione di studio e approfondimento sul fenomeno migratorio che nel corso degli anni ha coinvolto la popolazione sangiacomese come testimoniano i numerosi gruppi di famiglie oggi residenti in vari Paesi del mondo.
Ha moderato la serata Angelo Marotta, in veste di rappresentante della sezione giovanile del comitato, che ha saputo cogliere i vari spunti di riflessione offerti dagli ospiti rendendoli momento di condivisione e input per le future prospettive.
A fare gli onori di casa il Presidente del Comitato Sangiacomesi nel mondo, l’avvocato Walter Nicodemo, il quale, sulla scia del ricordo emozionato del fondatore Angelo Rocco Calabrese, ha sottolineato il soddisfacente traguardo dei 40 anni di attività del comitato e il grande spirito d’iniziativa dei giovani, veri e propri protagonisti della serata.
Passato, presente e futuro sono state le parole chiave anche dell’intervento della sindaca Angela D’Alto che si è detta felice “per aver risvegliato la voglia di perpetuare il legame con le comunità di sangiacomesi nel mondo attraverso i giovani”.
Tante le proposte emerse al tavolo dei relatori, da quella di istituire una mappatura genetica per non perdere la memoria storica alla menzione della Legge nazionale per agevolare coloro che tornano in Italia, tema su cui è intervenuto l’Onorevole Corrado Matera.
Si è parlato, inoltre, di turismo delle radici con l’organizzazione di un campus estivo nell’intento di invogliare i figli dei migranti a fare ritorno nei luoghi di origine come ha spiegato l’assessore al turismo di Monte San Giacomo, Aldo Manno.
Ha poi preso parola Antonio Pagliarulo, Assessore della Comunità Montana- Vallo di Diano, che ha ragionato sull’importanza della coesione dei paesi del comprensorio per ottenere risultati corali e delle recenti iniziative come il marketing territoriale.
A concludere il dibattito è stato il prezioso contributo dell’Onorevole Toni Ricciardi che ha specificato come “non esiste territorio dalla Valle d’Aosta a Lipari che non conosca il fenomeno della migrazione, quindi forse l’unico vero fattore identitario dell’essere italiani è proprio la migrazione. Per il turismo “familiare” servono standard qualitativi universalmente riconosciuti e una rete di musei in grado di narrare tutte le potenzialità del territorio a chi vi fa ritorno”.
Francesca Romanelli
