Quanti sono gli immobili, tra vecchie dimore nobiliari e piccole case, in disuso nei piccoli borghi del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni? Alessandro De Philìppis proprio per la presenza di uno dei Parchi nazionali più importanti del Paese, nella sua regione di nascita, la Campania, avrebbe un giorno voluto che la casa che lo ha visto nascere nel 1908 – sita nel comune di Bellosguardo e da anni disabitata – potesse diventare una delle sedi distaccate dell’Ente Parco.
“Mio papà si è sempre occupato di boschi e di foreste e inizialmente proprio per la presenza del Parco c’era l’idea di donarla all’Ente. Era professore di Scienze Forestali e Presidente dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali, questo palazzo era nel suo cuore, era la sua storia”, ci racconta il figlio Donato De Philippìs.
Il nome di Alessandro De Philìppis lo ritroviamo sulla Treccani: “Agronomo forestale italiano (Bellosguardo 1908 – Firenze 2002). Dal 1942 professore di selvicoltura all’univ. di Firenze, si è occupato di ecologia forestale, genetica delle piante forestali, selvicoltura generale e speciale; ha scritto lavori sul leccio, la sughera, il cerro e su questioni pratiche di selvicoltura. Dal 1973 socio corrispondente dei Lincei”.
Le cose poi hanno preso una piega differente, “Abbiamo deciso di donare il Palazzo al Comune, per il bene della comunità bellosguardese, a cui mio padre è stato da sempre legato” ci spiega Donato. Nato a Bellosguardo, Alessandro ha frequentato il liceo a Salerno, per poi laurearsi a Portici e infine arrivare a trasferirsi a Firenze per frequentare all’epoca l’unica facoltà di Scienze Forestali.

Oggi Donato e il resto della famiglia De Philippìs è felice di veder respirare quelle mura, “Perchè è un peccato vedere case crollare, qui al Sud in particolar modo”. Un immobile dunque che prende vita, ed è giusto, quasi un dovere che sia andata proprio così. E cioè che un palazzo denominato De Philìppis nel cuore del paese di Bellosguardo ritorni a respirare un’aria che sa di vino buon e buon cibo.
Quattro giovani del posto hanno rilevato aiutati dal Comune di Bellosguardo un’ala della struttura per destinarla ad enoteca, quattro resilienti, un sommelier del tè, un appassionato di vino, un arredatore di interni e un grafic designer.
Alessandro De Philìppis forse, non avrebbe mai immaginato che nella casa in cui è nato quattro giovani avrebbero osato così tanto, è accaduto ed è successo in uno dei tanti borghi in via di spopolamento.
Talia Mottola














Bellosguardo, Comune in continuo Fermento. Complimenti al Sindaco e a tutta la Giunta Comunale.