Quando si varca la soglia di un canile, si entra in un mondo diverso, dove il silenzio è rotto solo dal lamento di voci senza speranza. Questo è l’aspetto che ha chi viene rinchiuso in una cella senza conoscerne il motivo, un luogo che sicuramente può rappresentare un rifugio contro le avversità della strada ma che comunque li priva dello loro libertà. Questi sono i visi dei cani ospitati dal Canile Comprensoriale di Sala Consilina e immortalati dalla macchina fotografica di una volontaria, Antonia Petrosino, molti dei quali sono frutto dell’abbandono e della mancanza di sterilizzazione. Questi animali, traditi dall’uomo, si ritrovano condannati a una vita con un destino incerto. Alcuni smettono di mangiare, mentre altri si abbandonano in una vita di inerzia. La luce nei loro occhi si affievolisce giorno dopo giorno, afflitti da una solitudine che sembra non avere fine.
I volontari del Canile Diano Project, con tutto il loro amore e la loro dedizione, si impegnano a farli “tornare a vivere”. Tentano di riaccendere la loro speranza, di infondere un senso di normalità in una vita che è stata brutalmente spezzata. Ma la realtà è che ciò che fanno è spesso solo una goccia nel mare. Quando entri in un box e quei dolci animali si buttano addosso a te, “implorandoti” di non andare via, si prova un dolore profondo. “Vorresti poter fare di tutto per donargli una vita al di fuori di quelle mura, scrive Antonia Petrosino, ma la realtà ci costringe a uscire, chiudendo la porta in faccia a chi cerca solo un po’ d’amore.

Con l’arrivo dell’estate, purtroppo, la situazione si aggrava. Non solo gli abbandoni aumentano, ma le adozioni si azzerano. È un ciclo drammatico che si ripete, un triste riflesso di una società che spesso volta le spalle a chi ha più bisogno.
“Non abbandoniamoli di nuovo”, scrive la volontaria. “Ogni cane merita una seconda possibilità, e la cosa migliore che possiamo fare è adottarli. Se non possiamo adottarli, fate un gesto semplice ma significativo: andate in canile e conoscerli. Ogni visita, ogni gesto di affetto, può fare la differenza”. Da qui l’invito a visitare il Canile Diano Project e ad adottare invece che acquistare cani ed altri animali abbandonati.