Una volta, almeno, arrivavano dichiarazioni di fuoco, minacce di occupazioni, venivano organizzare riunioni ad hoc, qualcuno alzava il telefono (o cliccava sul cellulare) per chiedere spiegazioni, far intervenire. Una volta, quando l’ospedale di Polla, vero Pil – prodotto interno lordo – del Vallo di Diano, era a rischio, la mobilitazione politica e popolare era verace. O quantomeno verosimile. Ancora si ricorda, una decina di anni fa, quando i sindaci del Vallo di Diano occuparono l’ospedale, per qualche ore e poi andarono a casa. Una protesta pari solo alla minaccia di lasciare le fasce tricolore per la chiusura del Tribunale salvo poi riprenderle al calar del sole. Ma non solo la politica, anche la popolazione non riesce ad andare oltre le proteste social, così come i sindacati non riescono ad andare oltre “veementi” comunicati. E nel frattempo nella vita reale – anche a causa di rapporti logori tra medici perché bisogna dirla tutta – il reparto di Chirurgia chiude. Farmacia barcolla, Cardiologia tentenna. In una struttura sanitaria di “trincea” come quello di Polla è il reparto nevralgico – insieme a Pronto Soccorso – ma sembra che a nessuno interessi davvero. La classe politica da tempo lavora per la nuova scacchiera di “potere” valdianese anche con collegamenti e con forti influenze di Salerno e Napoli e ovviamente con il Pd che governa Regione e Vallo di Diano. Un Pd quello territoriale che dovrebbe quindi avanzare anche giuste pretese per il territorio (a prescindere anche dal partito). E questo forse manca – o ci sarà ma senza grande clamore – un pressing su chi deve tutelare un territorio marginale come il Vallo di Diano e i suoi servizi principali. O meglio primari. Perché i fondi per i Pnrr per lo “sviluppo” del turismo e i fondi per le Aree Interne rischiano di essere destinati a progetti di un territorio che sarà vuoto e perché quando arriverà l’Alta velocità rischierà di portare persone nel deserto del Vallo di Diano. Se non si tutelano i servizi primari il resto non serve: è come andare avere a disposizione dell’ottimo cibo ma non avere acqua. E senz’acqua, si sa, la morte è certa.
