L’incontro, l’ennesimo, da parte dei sindaci del Vallo di Diano sull’ospedale di Polla ha evidenziato alcune visioni contrastanti da parte degli amministratori ma con un unico comune denominatore: il desiderio di salvare la struttura, magari con modalità diverse, perché è forse l’ultimo baluardo di “resistenza” di servizi nel Vallo di Diano. Da chi come il sindaco Domenico Barba vuole che si rispetti in pieno l’atto aziendale e non che ci siano sacrifici preventivi a chi, come il primo cittadino di San Rufo, Michele Marmo, che vuole anticipare i tempi di magra decidendo qualche struttura medica debba diventare il “Luigi Curto”.

Sono stati sottolineati, durante l’incontro, anche numerosi problemi interni all’ospedale. Dalla disorganizzazione del dispiegamento degli infermieri fra i reparti, al problema atavico dei medici in carenza. Problema sì regionale e nazionale ma che a Polla, si presenta (come anche in altri ospedali) anche per chi dovrebbe restare e invece se ne va. Si è parlato apertamente di dissidi tra medici ed è noto che spesso i rapporti interni inficiano la volontà di restare di medici, soprattutto se più giovani.
Altro aspetto toccato da diversi sindaci, da Vittorio Esposito a Luigi Vertucci, è quello del ruolo dei sindaci per le decisioni che riguardano l’ospedale. Entrambi gli amministratori sopracitati lavorano per salvaguardare l’ospedale, occorre dirlo, ma entrambi sostengono che il potere decisionale – ed è condivisibile – è minimo se non nullo. Tuttavia occorre ricordare il ruolo della Conferenza dei Sindaci che è organismo rappresentativo delle autonomie locali, con funzioni di indirizzo e controllo sull’attività socio-sanitaria e di partecipazione alla programmazione di detta attività.













