martedì, 16 Dicembre, 2025
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I sindaci del Vallo di Diano trovino una voce unica e un’idea condivisa sull’ospedale di Polla

L’incontro, l’ennesimo, da parte dei sindaci del Vallo di Diano sull’ospedale di Polla ha evidenziato alcune visioni contrastanti da parte degli amministratori ma con un unico comune denominatore: il desiderio di salvare la struttura, magari con modalità diverse, perché è forse l’ultimo baluardo di “resistenza” di servizi nel Vallo di Diano. Da chi come il sindaco Domenico Barba vuole che si rispetti in pieno l’atto aziendale e non che ci siano sacrifici preventivi a chi, come il primo cittadino di San Rufo, Michele Marmo, che vuole anticipare i tempi di magra decidendo qualche struttura medica debba diventare il “Luigi Curto”.

Sono stati sottolineati, durante l’incontro, anche numerosi problemi interni all’ospedale. Dalla disorganizzazione del dispiegamento degli infermieri fra i reparti, al problema atavico dei medici in carenza. Problema sì regionale e nazionale ma che a Polla, si presenta (come anche in altri ospedali) anche per chi dovrebbe restare e invece se ne va. Si è parlato apertamente di dissidi tra medici ed è noto che spesso i rapporti interni inficiano la volontà di restare di medici, soprattutto se più giovani.

Altro aspetto toccato da diversi sindaci, da Vittorio Esposito a Luigi Vertucci, è quello del ruolo dei sindaci per le decisioni che riguardano l’ospedale. Entrambi gli amministratori sopracitati lavorano per salvaguardare l’ospedale, occorre dirlo, ma entrambi sostengono che il potere decisionale – ed è condivisibile – è minimo se non nullo. Tuttavia occorre ricordare il ruolo della Conferenza dei Sindaci che è organismo rappresentativo delle autonomie locali, con funzioni di indirizzo e controllo sull’attività socio-sanitaria e di partecipazione alla programmazione di detta attività.

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