Vito Bardi, presidente della Giunta regionale della Basilicata è stato rinviato a giudizio, con l’accusa di concorso in induzione a dare o promettere utilità, nell’ambito di un’inchiesta del 2022 sulla sanità lucana.

La prima udienza è stata fissata per il 20 gennaio 2025, al processo anche altri quattro esponenti politici lucani di primo piano, all’epoca dei fatti assessori della Giunta di centrodestra: il senatore Gianni Rosa (Fratelli d’Italia), dell’assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Cupparo (Forza Italia), e dei consiglieri regionali Francesco Fanelli (Lega) e Rocco Leone (Fratelli d’Italia).
Eletto per la prima volta nel 2019 e poi riconfermato governatore lucano nello scorso mese di aprile con il 56,6%, Bardi finora non ha voluto commentare la decisione del gup Francesco Valente. Il 7 ottobre 2022 l’inchiesta portò a due arresti: in carcere finì l’allora capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Francesco Piro, ai domiciliari l’ex sindaca di Lagonegro, Maria Di Lascio. Il principale filone delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza riguardava la presunta defenestrazione, decisa, secondo gli inquirenti , a tavolino dalla Giunta di centrodestra, anche attraverso una riduzione di fondi di circa 12 milioni di euro, di Massimo Barresi dalla direzione generale dell’ospedale San Carlo di Potenza, il più importante della regione.
In serata, al termine dell’udienza preliminare, il gup ha in totale rinviato a giudizio 19 persone (tra cui anche Piro e Di Lascio), mentre per altre cinque è stato disposto il non luogo a procedere. Con il rito abbreviato, invece, ne sono state assolte altre tre: l’attuale direttore generale del San Carlo, Giuseppe Spera (subentrato proprio a Barresi), l’ex dirigente dell’Ufficio legislativo e della segreteria della Giunta regionale della Basilicata, Antonio Ferrara e l’imprenditore Antonello Canonico.