I lavoratori di Stellantis a Melfi “chiamano” il governo. “Serve l’intervento di Palazzo Chigi”

A Melfi continua a rimanere alta l’attenzione sullo stabilimento Stellantis e sui lavoratori e si chiede al Governo di intervenire: la vertenza Stellantis «deve arrivare a Palazzo Chigi: non si può più perdere tempo. Serve l’intervento del governo». Questa richiesta arriva da un’assemblea pubblica dei lavoratori dello stabilimento, amministratori e cittadini che a gran voce hanno gridato «qui di Stellantis si vive».

I lavoratori dello stabilimento di Melfi, che sono circa 5300, non credono alle rassicurazioni pervenute dall’azienda e dall’assessore allo Sviluppo economico della Basilicata Francesco Cupparo; la paura tra sindacati e lavoratori non si placa: “Anche in passato – si racconta tra i lavoratori – ci sono stati tanti momenti di preoccupazione per questa fabbrica, che tuttavia è sempre riuscita a trovare nuova linfa, ma ora il futuro pare davvero tutto nero, soprattutto per i più giovani”.

Nel 2024 nello stabilimento di Melfi di Stellantis il calo della produttività è stato evidente : in alcuni mesi lo stabilimento ha lavorato solo due-tre giorni e le giornate di cassa integrazione hanno ampiamente superato quota 100. Ancora più disperata la situazione nell’indotto, con tanti addetti già licenziati e molti altri che attendono solo di ricevere una lettera che porrà la parola fine al lavoro di anni.

La situazione è simile anche in altri stabilimenti italiani come quello a Cassino e a Pomigliano dove la produzione si è fermata a causa della protesta dei lavoratori della Trasnova, un’azienda a cui Stellantis non ha ancora rinnovato la commessa: i lavoratori hanno deciso di trascorrere la seconda notte davanti ai cancelli.

In questo clima di tensione, la notizia sulla buonuscita di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis ha aggravato ancora di più la situazione dove sindacati e mondo politico stanno concentrando la loro attenzione.


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