Morì 5 anni fa nel crollo della palestra di Lauria: il processo per la scomparsa di Giovanna Pastoressa

Ieri, presso il Tribunale di Lagonegro, si è tenuta l’udienza dibattimentale con l’audizione dei testimoni di parte civile nel processo riguardante la morte di Giovanna Pastoressa, deceduta nel 2019 a seguito del crollo del palazzetto dello sport di Lauria. Durante l’udienza, sono stati ascoltati due testimoni: il primo, un consulente del Comune di Lauria, ha illustrato il progetto di fattibilità economica per il possibile rifacimento del palazzetto e ha parlato della messa in sicurezza della struttura dopo il disastro. Il secondo testimone rappresentava la società proprietaria della palestra in cui si trovava Giovanna al momento del tragico evento.

Il giudice ha fissato la prossima udienza per il 29 gennaio, durante la quale saranno ascoltati i testimoni della difesa, mentre una successiva udienza è programmata per il 21 febbraio. Gli avvocati della difesa hanno comunicato che i loro assistiti non parteciperanno all’audizione, ad eccezione dell’ex amministratore dell’impresa subappaltatrice coinvolta nella costruzione del palazzetto. Domani ricorreranno cinque anni da quella sera in cui la quotidianità si trasformò in tragedia. La famiglia Pastoressa è assistita dagli avvocati Donadìo e Melfi.

Era il 13 dicembre quando Giovanna, giovane psicologa, si trovava in palestra. Mentre si allenava sul tapis roulant, le macerie del palazzetto la travolsero, non lasciandole scampo. Trasportata in condizioni critiche all’ospedale «San Carlo» di Potenza, morì pochi giorni dopo, vittima di un crollo causato dalla copertura del palazzetto, che precipitò per 50 metri su quella palestra. Oggi, Giovanna è ricordata in vari modi, e sabato scorso si è svolta la quarta edizione del premio a lei dedicato, promosso dall’Ordine degli psicologi della Basilicata.

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