Questo pomeriggio, nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore a Teggiano, si è tenuto l’ultimo saluto al giornalista Angelo Raffaele Amelio.
Amelio, storico autore Rai e giornalista di RaiNews24, è scomparso ieri in seguito a una malattia fulminante, lasciando un enorme vuoto in tutti coloro che lo hanno conosciuto. Le esequie si sono svolte a Teggiano, paese di origine del giornalista, in una chiesa gremita di persone. Ad officiare la Santa Messa è stato il vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, padre Antonio De Luca.

Nel corso della cerimonia, molto partecipata e sentita, ci sono stati diversi interventi per ricordare Amelio.
“Angelo lascia un vuoto profondo in tutti coloro i quali lo hanno conosciuto” ha dichiarato il sindaco di Teggiano, Michele Di Candia. “È rimasto sempre profondamente legato alle sue radici teggianesi. Questo legame-ha continuato il primo cittadino- si manifestava nella sua presenza costante alla manifestazione locale”. Dal discorso del sindaco è emerso il forte attaccamento di Amelio per il suo paese, del quale raccontava le bellezze tramite il suo lavoro. “Per Angelo- ha concluso Di Candia- Teggiano non era solo il luogo di origine, ma un punto di riferimento, rifugio dell’anima”.
Anche il presidente della Pro Loco di Teggiano, Biagio Matera, ha voluto ricordare la professionalità, la generosità e la passione con le quali Angelo prendeva parte alle iniziative del paese, come lo spettacolo d’esordio dell’Assalto al Castello. “Oggi va via l’uomo – ha dichiarato Matera- ma quello che ha realizzato resterà per sempre “.
Infine, è stato letto anche un messaggio dell’amico e collega Massimo Cinque nel quale è stato ricordato che nel mese di gennaio, a Roma, verrà organizzata una messa in suffraggio di Angelo Raffaele Amelio.
Intanto sono diversi i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia come quello del direttore generale della Monte Pruno, Michele Albanese. “Angelo non era soltanto un amico: era un fratello. Non per caso lui mi chiamava affettuosamente “fratellone” ed io “fratellino”, un appellativo che racchiudeva la profondità del nostro legame. A lui debbo molto, più di quanto le parole possano esprimere. È stato lui ad aprirmi le porte del mondo della comunicazione, un ambito che oggi sento anche un poco mio, ma che senza il suo incoraggiamento, le sue lezioni e i suoi preziosi consigli forse non avrei mai esplorato”.