Giornata della pizza: il Vallo di Diano terra di pizzaioli di nuova generazione. Senza dimenticare la storia

Francesca Gerbasio è di Padula. Ha l’arte nelle mani, l’arte della panificazione. Del creare pizze. Tra le poche donne pizzaiole d’Italia. Tra le migliori pizzaiole e pizzaioli d’Italia. Capelli corti, spesso colorati e un desiderio di provare impasti e prodotti sempre diversi. Riesce a conquistare palati sopraffini e raggiungere vette nazionali e internazionali nel mondo della pizzeria sia come partecipante sia come giudice. Angelo Rumolo, di Caggiano. Ha la sapienza dei prodotti e lo studio delle materie prime dei grani. Inventa con il giusto equilibrio. Ha conquistato copertine e trofei, riconoscimenti e forchette varie, oltre che il palato dei clienti che fanno chilometri per addentare una sua creazione. Occhiali caratteristici che non mascherano il volto giovane di uno che fa dello studio il carburante del proprio talento. E ancora Aniello Mele, di Polla. Fisico da ex atleta, amava le arti marziali, e attenzione al futuro. Studia farine e materie prime. Gli piace provare, creare, sperimentare.

Sono tre esempi di maestri pizzaioli del Vallo di Diano e del Tanagro. Terra di pizze e pizzaioli. Ce ne sono tanti altri che nel comprensorio sfornano gustose pizze, pizze di ogni tipo e di ogni qualità. Ognuno ha il proprio pizzaiolo di fiducia, quello che conosce i gusti e colui che sa già come accontentarti. Sono tre esempi, quelli sopra citati, appunto e ognuno può e deve aggiungere il proprio pizzaiolo preferito, perché la pizza è condivisione ma anche confronto di gusti e sapori.

Sono soprattutto pizzaioli di nuova generazione, ma che non dimenticano la storia del territorio, che forse, in questo momento nel Vallo di Diano porta il nome di Angiolino D’Acunti, pizzaiolo di Padula, classe ’48, che ha chiuso da pochi giorni la sua attività ma che ha concesso una grande eredità a tutto il comprensorio.

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