Jorit all’opera per il suo “Van Gogh di Buonabitacolo” incanta i bambini della scuola

Uno è un artista italiano, nato a Quarto Flegreo, comune a nord ovest di Napoli e specializzato in arte urbana, riconosciuto a livello internazionale per la sua attività artistica dal forte valore sociale, divenuta materia di studi e trattati universitari. 

L’altro è un pittore olandese, tanto inquieto ed errabondo eppure in grado, con la sua arte sognante e luminosa, di attrarre milioni e milioni di persone e trasmettere la speranza in un mondo migliore.

Due grandi figure che si annodano attraverso il filo familiare. Già, perché quando chiediamo a Jorit Ciro Cerullo, come mai la scelta del ritratto sia ricaduta proprio su Vincent Van Gogh, egli, napoletano cittadino del mondo, risponde che in parte la scelta è dovuta al legame con la sua famiglia: proprio sua madre, infatti, ha vissuto in una delle case dell’artista olandese. In parte, perché Van Gogh era un soggetto che aveva in mente da un bel po’ di tempo, per il suo essere portavoce dei diritti dei più deboli, delle masse di contadini della brumosa Olanda e di chi si sentiva emarginato perché in collutta con qualche demone interiore. Lui, proprio lui, il pittore che con la famosa “Notte Stellata” ha dato modo a milioni e milioni di anime di sognare ad occhi aperti, da oggi campeggia sulla parete dell’Istituto Brandileone di Buonabitacolo nell’ambito di un progetto che vede coinvolti i comuni di Buonabitacolo e Casalbuono e la Società Cooperativa “Il Sentiero” come soggetto attuatore. Forse che Jorit ha voluto augurarsi con quel cielo stellato lo stesso anelito d’amore per il paese di Buonabitacolo? Forse che abbia affidato a questo murale un messaggio di passione, di civiltà, di bellezza, di fiducia in un mondo altro rispetto a quello fatto di bombe e di guerre, un mondo semplicemente più umano? E quale posto migliore se non la parete di una scuola.

Le ragazze e i ragazzi dell’Istituto Brandileone hanno potuto osservare, con la meraviglia tipica dei fanciulli, Jorit alle prese con il suo “Van Gogh di Buonabitacolo”. “Perché hai scelto proprio Van Gogh”?, “Come mai ti fai chiamare Jorit”?, “A quale dei tuoi lavori sei più affezionato”? sono solo alcune delle numerose domande e curiosità alle quali Ciro ha risposto con dolcezza e pazienza senza mai lasciare bomboletta e pennelli.

Tra tutte, quella che meglio rende l’idea della sensibilità di questo artista, è stata “A che età hai cominciato a fare questo lavoro”?, domanda alla quale Jorit ha risposto “Per me disegnare, dipingere non è un lavoro, è ciò che mi fa sentire vivo”. Tra un fiume di applausi e “grazie Jorit” i ragazzi sono tornati a casa, con la promessa di ritrovare, l’indomani, una bomboletta firmata dall’amico Jorit e magari qualcuno avrà cercato informazioni su Van Gogh, qualche altro chiederà in futuro ai genitori un giro ad Amsterdam per vedere dal vivo un Van Gogh o una gita alla scoperta dei volti disegnati da Jorit, chissà… l’importante è aver lasciato il segno in queste giovani menti che renderanno il mondo migliore.

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