Era il 30 novembre, quando nel primo pomeriggio, raffiche di vento violente e improvvise hanno colpito il Campus dell’Università di Fisciano. La forza di questi venti ha causato la caduta di un grande pino che, precipitando con violenza al suolo, ha colpito tre giovani studenti, che si trovavano nei paraggi. I ragazzi sono stati schiacciati dai pesanti rami dell’albero, e uno di loro ha riportato gravi ferite.
Dopo quasi quattro mesi da quel tragico incidente, il giovane che era ricoverato in condizioni critiche all’ospedale Ruggi di Salerno, ha finalmente lasciato la struttura per intraprendere un lungo percorso di riabilitazione. Il ragazzo è stato trasferito nel centro specializzato di Imola, dove ora affronterà la fase successiva del suo recupero.

Subito dopo l’incidente, come anche gli altri due ragazzi coinvolti, il giovane era stato trasportato d’urgenza all’ospedale salernitano, dove i medici avevano dovuto fronteggiare una situazione estremamente difficile. La violenza e l’imprevedibilità dell’evento avevano causato gravi lesioni alla colonna vertebrale, un trauma cranico importante, fratture costali diffuse e un grave danneggiamento al bacino.
Nonostante la gravità della situazione, i medici del Ruggi non hanno mai perso la speranza. Con grande umanità e professionalità, hanno accompagnato il ragazzo nel suo lungo e lento percorso di recupero. La sua degenza è stata segnata da numerosi interventi e da una costante assistenza, in ragazzo infatti è stato seguito dai reparti di rianimazione, neurochirurgia (dove è stato sottoposto a tre interventi chirurgici delicati), pneumologia, e ha ricevuto il supporto degli psicologi che lo hanno sostenuto emotivamente. Ogni giorno, la sinergia tra i vari reparti ha permesso al giovane di fare piccoli passi verso la guarigione.
Il giovane, che ha affrontato questa difficile prova con coraggio e determinazione, oggi si trova di fronte a un nuovo inizio. Al centro di riabilitazione di Imola, gli esperti lavoreranno per aiutarlo a riacquistare le capacità motorie e a proseguire il suo recupero. Anche se il percorso sarà lungo, i medici del Ruggi e gli infermieri che sono diventati veri e propri amici del ragazzo, non possono che augurargli di tornare presto a vivere una vita piena e soddisfacente, nonostante le difficoltà.