L’aria è diventata irrespirabile, la pazienza dei cittadini è al limite. A Satriano di Lucania e nelle zone limitrofe del Melandro, l’esasperazione cresce a causa dei fumi provenienti da un impianto di bitume situato in Contrada Isca. I residenti di Satriano, Sant’Angelo Le Fratte e Brienza – oltre 200 persone – denunciano da mesi una situazione divenuta ormai insostenibile.

Secondo le testimonianze, l’impianto è attivo ogni giorno dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio, sprigionando esalazioni fortemente maleodoranti e considerate “insopportabili”. “Siamo costretti a chiuderci in casa, non possiamo nemmeno aprire una finestra” raccontano in molti, esasperati da una quotidianità compromessa da odori pungenti e timori per la propria salute.
I cittadini hanno più volte chiesto l’intervento delle autorità competenti – ARPAB, NOE, ASP, Provincia di Potenza, Regione Basilicata e i Comuni interessati – affinché siano effettuati controlli seri e approfonditi. La richiesta è semplice e legittima: accertare il rispetto delle normative ambientali e dei limiti di emissione, per garantire condizioni di vita dignitose e sicure.
Per dare forza alla protesta, la comunità si è mobilitata con un incontro pubblico presso la rotatoria di Contrada Isca. L’iniziativa ha visto la partecipazione dei sindaci di Satriano di Lucania e di Sant’Angelo Le Fratte, dei rappresentanti della minoranza consiliare di Satriano, dell’associazione ambientale “Vola” e di tanti cittadini pronti a far sentire la propria voce.
Il messaggio è forte e diretto: “Non ne possiamo più”. È un grido collettivo per chiedere trasparenza, controlli veri e, soprattutto, il diritto a respirare aria pulita. Perché la salute e la dignità delle persone non possono e non devono più essere ignorate.