Il 5 Maggio è una data indelebile, scolpita nella memoria collettiva come il giorno della tragica alluvione del 1998 che colpì Sarno, Quindici, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello.
Una tragedia che provocò morte di 162 persone, 137 nella sola città di Sarno. Il 5 maggio del 1998 la frazione di Episcopio a Sarno fu completamente distrutta, tanto che fu soprannominata la Pompei del 2000. Centinaia le case distrutte compreso l’ospedale Villa Malta di Sarno, travolto da un fiume di fango sceso dal monte Saro. Oggi, la Città di Sarno si stringe nel ricordo delle vittime della tragica frana. Ventisette anni fa la tragedia che sconvolse Sarno, ma anche le comunità di Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice a Cancello, che pure pagarono il loro tributo di sangue.
L’Amministrazione Comunale di Sarno rinnova il proprio impegno nel custodire la memoria collettiva, promuovendo una giornata di commemorazione, riflessione e condivisione. Ma i restano, a distanza di così tanti anni, situazioni irrisolte come la vicenda dei risarcimenti ancora irrisolta che ora rischia di far tracollare le finanze del Comune condannato al risarcimento delle vittime.
“Un pensiero di vicinanza alle comunità colpite che portano ancora le cicatrici di quel giorno”, si legge sul sito della Provincia di Salerno.
