Nel 2024 il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Napoli ha condotto una massiccia operazione di recupero e tutela dei beni culturali, restituendo alla collettività quasi 25.000 reperti e stimando un valore complessivo di oltre 9 milioni di euro. Di particolare rilievo le operazioni svolte in provincia di Salerno e nel Vallo di Diano, che si sono distinte per importanza investigativa e valore dei beni archeologici riportati alla luce.
Nel Vallo di Diano, a Padula, l’attività investigativa denominata “Consilinum” ha portato al sequestro di un’area privata dove, durante lavori edilizi, erano emerse evidenze archeologiche riferibili a una necropoli del IV-V secolo a.C. L’intervento tempestivo ha permesso di salvare 150 reperti di alto valore storico ed economico, stimati in 500.000 euro.
In Costiera Amalfitana e Cilentana, sotto l’egida dell’“Operazione Costiera Violata” coordinata dalla Procura di Salerno, sono emerse gravi irregolarità edilizie e paesaggistiche. Nell’arcipelago “Li Galli” a Positano è stato sequestrato un complesso turistico da 50 milioni di euro per lottizzazione abusiva e violazioni ambientali. A Capaccio-Paestum, invece, una struttura ricettiva del valore di 5 milioni è stata posta sotto sequestro per abusivismo edilizio e deturpamento di bellezze naturali in un’area di altissimo pregio archeologico.
Nel complesso, le operazioni del TPC di Napoli in tutta la Campania hanno portato al recupero di 13.739 reperti archeologici, 11.216 beni antiquariali, archivistici e librari, e alla denuncia di 100 soggetti, 27 dei quali facenti parte di una vera e propria associazione a delinquere dedita al traffico di beni ecclesiastici.
Anche l’attività di controllo sul web si è rivelata decisiva: grazie all’uso del sistema S.W.O.A.D.S., sono stati monitorati oltre 20 siti e-commerce, con il recupero di 740 beni. L’intensificazione dei controlli ha inoltre portato a 128 verifiche su fiere, mercati e antiquariato.
Sebbene altre operazioni rilevanti abbiano avuto luogo a Napoli (con l’“Operazione San Gennaro”), a Brescia e persino all’estero – con attività in corso per il rimpatrio di opere oggi custodite in Belgio e negli Stati Uniti – è proprio nel Salernitano che si sono registrati alcuni degli interventi più significativi dell’anno.
La costante attività del TPC di Napoli testimonia non solo l’efficienza delle forze dell’ordine, ma anche la fragilità del patrimonio culturale campano, minacciato da speculazioni, abusi e traffici illeciti. Un’eredità che resta viva grazie alla vigilanza e all’impegno instancabile degli specialisti dell’Arma.