Transumanza a Corleto Monforte: turismo esperienziale con gli allevatori

Cooperazione che si traduce in senso di appartenenza: questo il diktat della comunità degli allevatori qui a Corleto Monforte, nel Cilento, sugli Alburni, dove la transumanza diventa un momento da condividere anche con chi assiste da semplice spettatore a questo cammino verso i pascoli montani.

Lo spostamento del bestiame in montagna per alcuni mesi all’anno garantisce un’alimentazione adeguata sfruttando al meglio le risorse disponibili in base alle stagioni. Riconosciuta dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità anche a Corleto Monforte la transumanza in montagna avviene nel mese di maggio.

La pratica che avviene immediatamente prima dell’inizio del percorso é quella di di far indossare le campane alle vacche. Questo aiuterà l’allevatore a ritrovarle sugli immensi pascoli dove il bestiame sosterà allo stato brado per circa cinque mesi.

Sará la “capo bestiame” a guidare il resto dell’allevamento e che per questa motivazione possiederá la campana più grande. La Difficoltà, il sudore, la fatica degli allevatori in questa pratica sono ben documentati nelle foto di Alburni Outdoor che fissano nella memoria gestualità ricorrenti di uomini che condividono il lavoro di mesi in montagna.

Qui a Corleto Monforte non è solo tradizione e folklore, la transumanza è lavoro predefinito e condiviso anche dalle nuove generazioni di “vaccari”e che ora diventa un motivo in più per un turismo esperienziale a contatto con natura e storia.

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