Ottantaduemila visitatori persi in un anno e un sistema che si scopre (quasi) dipendente da un solo polo. Nel 2024 i musei e siti statali della provincia di Salerno hanno registrato complessivamente 612.505 ingressi, contro i 694.462 dell’anno precedente. La differenza è netta: 81.957 visitatori in meno, pari a un calo dell’11,8 per cento. Il Parco archeologico di Paestum e Velia, pur restando il fulcro del sistema, ha perso oltre 56mila visitatori (da 506.853 a 450.677, -11,1 per cento). Anche la Certosa di Padula ha chiuso l’anno in flessione, passando da 97.628 a 89.607 ingressi: 8.021 in meno, pari a una riduzione dell’8,2 per cento. A pagare il prezzo più alto sono stati però alcuni musei minori, quelli che non possono contare su un brand internazionale o su un afflusso turistico spontaneo. Minori, Pontecagnano, Valle del Sarno, Sala Consilina: il museo di Sala Consilina è sceso da 579 a 245 visitatori. Di questi paganti solo 17. Il museo archeologico di Eboli ha migliorato i propri numeri passando da 2.978 a 3.768 (+26,5 per cento). Il Volcei di Buccino ha fatto ancora meglio: da 2.590 a 3.348 (+29,3 per cento), pur restando su volumi assoluti limitati.
Il museo di Sala Consilina ha incassato cinquantaquattro euro in un anno. Alla Certosa di Padula su 89.607 accessi totali, 51.788 sono gratuiti e 37.819 paganti, con una quota di esenzione che tocca il 57,8 per cento.
