La partita sul terzo mandato si chiude con un secco no. La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha bocciato l’emendamento proposto dalla Lega che avrebbe consentito ai governatori di ricandidarsi per una terza volta consecutiva. Solo 5 voti favorevoli – tra cui Lega, Italia Viva e un rappresentante delle Autonomie – contro 15 contrari. Si sono astenuti i senatori di Fratelli d’Italia, tra cui il presidente della Commissione, Alberto Balboni.

Conseguenze politiche immediate: Vincenzo De Luca in Campania non potrà più correre. Il governatore uscente, così come Luca Zaia in Veneto e Michele Emiliano in Puglia, dovrà farsi da parte in vista delle elezioni regionali d’autunno.
Il voto segna una nuova frattura nella maggioranza. Fratelli d’Italia aveva chiarito che senza un accordo tra Lega e Forza Italia, non avrebbe appoggiato l’emendamento. E così è stato. Antonio Tajani è rimasto fermo sulla linea del no: «È una questione di principio, non abbiamo mai cambiato posizione. Il centrodestra non si fonda sul terzo mandato».
Matteo Salvini ha tentato un ultimo rilancio, parlando di disponibilità al dialogo, ma senza convinzione. Per Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali, si tratta di «un amaro stop», il quinto in questa legislatura
Il futuro di De Luca si complica. Con la bocciatura del terzo mandato, il governatore campano – che già si muoveva in un clima politico teso con il governo – vede sfumare ogni possibilità di restare alla guida della Regione. Resta ora da capire chi sarà il suo successore designato e quale sarà il ruolo che intenderà giocare all’interno del PD.