“Aree interne destinante a morire”. Il Piano strategico nazionale fa paura anche al Vallo di Diano

Molti progetti e diverse prospettive del Vallo di Diano puntano sulla “qualifica” di area interna del territorio. Da tempo, da quando Raffaele Accetta era presidente della Comunità Montana, il territorio è stato scelto come area pilota, la seconda della regione. Molti fondi sono arrivati, anche spesi. Non tutti visibili ma comunque la denominazione di area interna, quindi con difficoltà era ed è un salvagente per evitare o quanto meno allontanare la deriva. Altri fondi sono in arrivo. Tuttavia le ultime sulle aree interne da parte del Governo fanno propendere a un pessimismo giustificato. “Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”, luoghi la cui  “struttura demografica” è “compromessa” e che quindi “non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma non possono nemmeno essere abbandonate a sé stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le possa assistere in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento in modo da renderlo socialmente dignitoso per chi ancora vi abita”. Il testo, o i questi specifici estratti, provengono dal documento “Piano strategico nazionale delle aree interne” della presidenza del consiglio italiano. E lasciano poco sperare al futuro, anche del Vallo di Diano. Quel salvagente delle “aree interne” sarà bucato?

Exit mobile version