Il Liceo artistico, musicale e coreutico Walter Gropius di Potenza ha segnato una tappa storica nel panorama scolastico della Basilicata approvando l’introduzione del congedo mestruale per le studentesse affette da patologie particolari. La misura è stata formalmente inserita nella riforma del regolamento degli studenti e sarà operativa a partire dal prossimo anno scolastico.
Il provvedimento, deliberato dal Consiglio di Istituto su proposta della Consulta Provinciale degli Studenti di Potenza, con il sostegno della Consigliera provinciale di parità, prevede che le studentesse che soffrono di mestruazioni particolarmente dolorose per cause mediche certificate, possano usufruire di due giornate di assenza al mese. Queste assenze non verranno conteggiate ai fini del calcolo del limite massimo annuale previsto per la validità dell’anno scolastico e saranno pienamente giustificate dall’amministrazione scolastica.
Per accedere al congedo sarà necessario presentare entro il 30 settembre di ogni anno una richiesta ufficiale corredata da documentazione medica che attesti la presenza di una condizione patologica tale da rendere invalidante il periodo mestruale.

Il dirigente scolastico, Paolo Malinconico, ha espresso soddisfazione per l’approvazione della misura, sottolineando come questa decisione rappresenti un passo concreto verso una scuola più inclusiva e attenta alle esigenze reali degli studenti, soprattutto nel riconoscere come certe condizioni fisiologiche possano influenzare significativamente il benessere e la performance scolastica.
Con questa iniziativa, il Liceo Gropius diventa la prima scuola in Basilicata ad adottare formalmente una politica di questo tipo, aprendo la strada a possibili estensioni future in altri istituti scolastici della regione e del Paese.
Il congedo mestruale, tema già discusso a livello nazionale e internazionale in ambito lavorativo, entra così anche nel mondo dell’istruzione, portando alla luce un’esigenza concreta spesso ignorata. Si tratta di un segnale importante, non solo sul piano sanitario, ma anche sul fronte del riconoscimento dei diritti delle donne e della lotta alla disparità di genere.