La sanità pubblica a sud della provincia è sull’orlo del collasso. A denunciarlo è la FP CGIL Salerno che, con un appello urgente al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e ai sindaci del territorio, avverte: «Così si abbandonano le aree interne, senza confronto né fondi. I medici sono pronti a sospendere le prestazioni aggiuntive».

La situazione è esplosiva nei presidi del Cilento, Vallo di Diano e Piana del Sele: da mesi i dirigenti sanitari lavorano senza essere pagati per le ore extra. Il budget regionale per il 2025, secondo il sindacato, è già esaurito al 31 agosto. Intanto, i turni proseguono solo grazie al senso di responsabilità degli operatori.
A Sapri, Oliveto Citra, Polla, Vallo della Lucania, Eboli-Battipaglia, Agropoli e Roccadaspide i servizi essenziali sono senza risorse. In alcuni casi – come Agropoli – il budget per Pronto Soccorso e Riabilitazione è pari a zero, nonostante oltre 12.000 accessi annuali.
Il piano adottato dall’ASL Salerno per la gestione delle prestazioni aggiuntive è definito dalla CGIL «inadeguato, lacunoso e penalizzante per le aree più fragili». Nessun confronto è stato attivato, nonostante richieste formali inviate mesi fa.
“Il sistema non regge più – afferma Massimiliano Voza, coordinatore FP CGIL dei medici – Serve un cambio di passo immediato: o si interviene subito, o i medici si fermeranno”. Il segretario generale Antonio Capezzuto aggiunge: “Non è più solo una questione sindacale, ma di tutela del diritto alla salute”.
La CGIL chiede pagamenti immediati, rimodulazione del piano, trasparenza sulle risorse, tutela per gli ospedali disagiati e apertura di un tavolo di confronto. In assenza di risposte, sarà proclamato lo stato di agitazione.