L’assessora all’ambiente della Basilicata: ” No a deposito nazionale per le scorie nucleari nel nostro territorio”

Arriva da Giunta regionale della Basilicata un messaggio chiaro e deciso sulla questione del deposito nazionale delle scorie nucleari. L’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello, ha ribadito che la Regione Basilicata è contraria all’individuazione di un sito per rifiuti radioattivi nel suo territorio, e che questa posizione non è “in discussione”, indipendentemente dall’iter della legge delega per il nucleare sostenibile.

La Basilicata entra così in una battaglia che ha già visto coinvolte diverse regioni italiane. Secondo la mappa della Sogin S.p.A. – elaborate nell’ambito della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) ­– sul territorio lucano sarebbero identificate 14 aree potenzialmente idonee all’installazione del futuro deposito di rifiuti radioattivi.  

Da Potenza arriva la richiesta a che queste aree siano riclassificate come a bassa idoneità o escluse del tutto.   Il dossier tecnico-scientifico presentato dalla Regione evidenzia criticità che vanno dalla presenza di zone ad alto valore paesaggistico — come la Murgia Materana e l’Appia antica —, all’alta vocazione agricola dei suoli lucani, fino all’interferenza con infrastrutture idriche strategiche. E in tema di rischio sismico e dissesti geologici, la Basilicata avanza motivi di esclusione ben definiti

La Regione puntualizza inoltre che il dibattito sul deposito è slegato dalla legge delega sul nucleare: la contrarietà è antecedente e indipendente dal voto parlamentare. Mongiello ricorda che una risoluzione regionale del 2021 aveva già espresso il “no” della Basilicata all’ipotesi di ospitare scorie radioattive.  

Resta da vedere come reagirà il ministero competente, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e quale sarà l’esito della procedura di valutazione ambientale strategica (VAS). La Giunta lucana si dice fiduciosa che le osservazioni tecniche e l’azione politica possano portare all’esclusione definitiva della regione dal ventaglio dei siti candidati.

In chiusura: la Basilicata dice “no” al deposito nazionale delle scorie nucleari, puntando su tutela ambientale, agricoltura e infrastrutture idriche. Una posizione che vuole essere netta e non negoziabile.

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