Campania fuori dal Piano di rientro, il TAR dà ragione a De Luca. Il Ministero: “Faremo ricorso”

La sanità campana compie un passo decisivo: il TAR Campania ha accolto il ricorso della Regione e ha annullato il diniego del Ministero della Salute, ordinando l’uscita immediata dal Piano di rientro dal disavanzo sanitario. Una sentenza destinata a segnare uno spartiacque dopo anni di scontro istituzionale.

Vincenzo De Luca parla di “vittoria straordinaria”, spiegando che la battaglia era condotta “nell’interesse dei cittadini e delle famiglie”. Immediata, però, la risposta del Ministero della Salute: “Presenteremo appello al Consiglio di Stato”.

Il verdetto arriva al termine di un confronto durissimo. La Campania, commissariata nel 2009, aveva recuperato l’equilibrio economico-finanziario già dal 2019 e, secondo i giudici, ha raggiunto la soglia minima dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) in tutte e tre le macro-aree, con punteggi 62, 72 e 72 secondo il Nuovo Sistema di Garanzia del 2019.

Il Ministero aveva negato l’uscita contestando due criticità: screening oncologici sotto soglia e una rete residenziale per anziani insufficiente. Ma per il TAR queste carenze – due indicatori su 88 – non possono ribaltare il giudizio complessivo positivo. Le stesse regole ministeriali, spiegano i giudici, costituiscono un autovincolo: una volta superate le soglie minime, l’uscita non può essere negata.

Il Ministero ribatte: l’equilibrio di bilancio “non basta” e la Regione resta “inadempiente su aspetti rilevanti” come assistenza agli anziani e screening oncologici. De Luca contrattacca, parlando di “penalizzazioni gravi” e ricordando che il Piano, prolungato anche per il Covid, “ha tenuto la Regione col cappio alla gola”.

La decisione del TAR obbliga ora le amministrazioni a completare il percorso di fuoriuscita. Una svolta che, se confermata dal Consiglio di Stato, restituirà alla Campania piena autonomia nella gestione della sanità, dopo oltre quindici anni di vincoli e commissariamenti.

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