Si è tenuto ieri al Fabrique di Milano uno degli eventi più attesi del panorama rap italiano: la prima delle due date speciali con cui Clementino ha acceso il suo nuovo “Live Tour 2025”. Una serata che ha messo in luce non solo la carica del rapper napoletano, ma anche il talento di un giovane fotografo del Cilento, Alfiero Crisci, 25 anni, originario di Roscigno.

È lui, infatti, il fotografo ufficiale dell’evento, scelto direttamente dall’artista dopo una collaborazione nata quasi per caso ma diventata ben presto una vera e propria sinergia artistica. Sul palco, Clementino ha portato tutto il suo mondo: rap, teatro, comicità, improvvisazione, grande intensità emotiva e un contatto diretto con il pubblico che solo lui sa creare.
Oltre ai suoi classici rivisitati e riarrangiati, protagonista assoluto è stato “Grande anima”, il suo ultimo progetto discografico, album introspettivo e maturo, che ha preso vita tra luci, colori e coreografie curate. A rendere la serata ancora più speciale, una serie di ospiti d’eccezione che hanno fatto esplodere il Fabrique di Milano: Serena Brancale, con una performance elegante e fuori dagli schemi; Ensi e Nerone, che hanno dato fuoco al palco con barre e freestyle; Ste, Young Hash e Ugo Crepa, che hanno mostrato la nuova linfa del rap italiano. A supportare il live, un ensemble di grande caratura artistica: Pj Gionson alla consolle, Greg Rega come voce, Francesco Varchetta alla batteria, Raffaele Salapete alla chitarra, Silvestro Saccomanno alle tastiere, Luigi “Calmo” Ferrara al basso, Saverio Giuliano al sax e Stella Manfredi al violino.
Insieme a loro si sono esibiti i breaker Gino Rota e Salvatore Deflow, affiancati da quattro ballerini che hanno arricchito lo show con movimento e impatto visivo, i quali hanno dato vita a un viaggio visivo e sonoro a 360°.
In mezzo a questo vortice di musica e adrenalina, Alfiero Crisci ha svolto un lavoro fondamentale: documentare l’evento non come un semplice fotografo, ma come un narratore visivo. Muovendosi tra palco, quinte e pubblico, Alfiero ha catturato sia la potenza dello show sia i momenti più intimi: gli sguardi concentrati di Clementino nel backstage, le strette di mano tra gli ospiti, gli abbracci spontanei tra gli artisti. La sua capacità di cogliere il “non detto”, una vibrazione, un respiro, un gesto istintivo, è ciò che lo ha reso, negli ultimi anni, un riferimento per molti artisti della scena italiana e londinese.
La foto ufficiale del tour scelta da Clementino stesso porta la sua firma, segno di una sintonia rara tra fotografo e artista. Ieri, durante il concerto, Alfiero non si è limitato a scattare: ha immortalato ogni ingresso degli ospiti, catturando l’energia del pubblico; ha seguito Clementino in ogni movimento, cogliendo i momenti più teatrali e quelli più autentici; ha trasformato i giochi di luce, i cambi di scena e le coreografie in immagini iconiche; ha documentato le reazioni della folla, parte essenziale di uno show così partecipato.
La storia di Alfiero è già di per sé un romanzo: dalle prime sperimentazioni nello studio fotografico di famiglia ai tour con TY1, dal lavoro in un ristorante londinese al “Ok Bro” di Krept che gli ha spalancato le porte della scena internazionale. Oggi, tornato in Italia, la sua collaborazione con Clementino rappresenta uno dei capitoli più importanti della sua crescita artistica. E ieri, al Fabrique, quel percorso sembrava chiudersi e aprirsi allo stesso tempo: un ragazzo partito da Roscigno che, scatto dopo scatto, è diventato una delle voci visive più interessanti del rap italiano.