Congresso Nazionale del Fiore in Campania, Coldiretti lancia l’era dell’agri wedding da 300 milioni

L’agri wedding non è più una nicchia: oggi vale oltre 300 milioni di euro e trascina il florovivaismo italiano verso nuovi modelli di creatività e sostenibilità. A rivelarlo è Coldiretti, in apertura del Congresso nazionale del Fiore tra Pompei e Castellammare di Stabia, dove per tre giorni esperti, designer e produttori si confrontano sulle tendenze del settore.

Il cuore dell’innovazione riguarda proprio i matrimoni in vigna, uliveto o agriturismo, con allestimenti che affiancano ai fiori tradizionali l’uso crescente di piante e materiali riciclabili. Una scelta “green” che permette anche di dare una seconda vita agli addobbi, riportandoli nelle case o negli spazi aperti.

Accanto ai fiori eduli, ormai protagonisti di molte cucine, avanzano i fiori “da bere”: petali macerati per cocktail e aperitivi, diventati un elemento distintivo dei banchetti in campagna. Le aziende agricole si trasformano così in location di charme, dove natura, prodotti locali e sostenibilità diventano parte integrante della cerimonia. Una tendenza nata appena un anno e mezzo fa, ma già in forte crescita.

Nuove prospettive arrivano anche dalla ricerca sulla salute: secondo uno studio Coldiretti–Cnr, piante come Sansevieria, Chamadorea, Yucca, Ficus e Schefflera riducono la CO₂ nelle scuole del 20% e le polveri sottili del 15%, confermando il valore ambientale del verde indoor.

Il florovivaismo italiano continua intanto a macinare record: 3,3 miliardi di valore nel 2024, 19 mila imprese attive e un export che nel 2025 sfiorerà 1,3 miliardi, in crescita del 4%.

Per sostenere il boom, la Consulta florovivaistica punta su innovazione digitale, internazionalizzazione, branding Made in Italy e servizi personalizzati come il wedding rurale. Una strategia che mira a rendere il settore sempre più competitivo, sostenibile e protagonista dei mercati globali.

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