Alluvioni nel Materano, i produttori lucani: “Stessa acqua, stessi problemi: il tempo delle parole è finito”

Le pesanti inondazioni che in questi giorni hanno colpito il Materano riaccendono un tema che il mondo agricolo lucano denuncia da anni: l’acqua, in Basilicata, non è governata. È questo il messaggio forte e diretto lanciato dal Coordinamento Produttori Basilicata, che in un comunicato molto duro mette in relazione due emergenze solo in apparenza opposte: l’alluvione di oggi e la crisi idrica di pochi mesi fa.

“Gli stessi territori che ora finiscono sott’acqua sono quelli che, fino a primavera, chiedevano acqua per sopravvivere”, scrivono i produttori. Un paradosso che il Coordinamento definisce solo apparente, perché in realtà alluvioni e siccità sarebbero la prova di un sistema incapace di prevedere, programmare e gestire le risorse idriche. “L’acqua che oggi devasta è la stessa che ieri mancava”, si legge nel comunicato, con una domanda che risuona come un atto d’accusa: chi governa l’acqua? Chi controlla? Chi risponde?

Secondo i produttori, non è la meteorologia il vero problema, ma la totale assenza di una normalità operativa: troppa acqua dove non serve, zero acqua dove serve davvero. Una situazione che mette in luce limiti strutturali, ritardi nella manutenzione e una governance ritenuta inefficiente.

Da qui la richiesta di scelte chiare e verificabili, a partire da una mappatura reale delle criticità, un piano degli invasi con tappe pubbliche e controllabili, manutenzione programmata e non emergenziale, contalitri certificati e responsabilità centralizzate e non disperse tra più enti.

Il Coordinamento guarda con favore alla recente iniziativa legislativa che punta a riformare il Consorzio di Bonifica, ma avverte: “Una riforma non si misura dal testo approvato, ma dai risultati. E oggi i risultati sono pari a zero”. Secondo gli agricoltori, il problema non è la fatalità degli eventi, ma anni di rinvii, equilibri politici eccessivi e incapacità esecutiva.

Il messaggio finale è un appello, ma anche un ultimatum: “Il futuro si costruisce adesso. Chi governa l’acqua governa lo sviluppo; chi non la governa, ne risponde. Il tempo delle parole è finito: il territorio merita i fatti.”

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