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martedì, 13 Gennaio, 2026
Cronaca

Appalti in provincia di Salerno, Alfieri, Cascone e 5 indagati prosciolti. Per l’ex sindaco di Capaccio restano aperti altri fronti giudiziari

Si chiude senza conseguenze giudiziarie l’inchiesta sui presunti appalti pilotati in Provincia di Salerno. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, Valeria Campanile, ha disposto l’archiviazione del procedimento accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura, mettendo fine a un’indagine durata oltre un anno.

Il provvedimento, richiesto nel novembre scorso dal pubblico ministero Alessandro Di Vico al termine di tredici mesi di accertamenti, ha riguardato sette persone. Tra queste il consigliere regionale Luca Cascone, l’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia Franco Alfieri, l’ex componente dello staff Andrea Campanile, il funzionario provinciale Michele Angelo Lizio, che nel frattempo aveva lasciato l’incarico di responsabile unico del procedimento, e i funzionari comunali Federica Turi e Giovanni Vito Bello. Archiviata anche la posizione dell’imprenditore cilentano Nicola Aulisio, titolare della Co.Ge.A. Impesit Srl e vicepresidente di Ance Campania.

L’indagine ipotizzava l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata a condizionare alcune procedure di gara relative a importanti opere infrastrutturali del territorio, tra cui la Fondovalle Calore, l’Aversana e il sottopasso di Paestum. Accuse che, come evidenziato nel decreto del gip, non hanno trovato riscontri concreti né elementi probatori sufficienti a sostenere l’impianto accusatorio.

La decisione del giudice chiude definitivamente il filone investigativo sulle presunte irregolarità negli appalti, restituendo piena legittimità alle procedure contestate e ponendo fine a una vicenda che aveva alimentato forti interrogativi sull’operato amministrativo e tecnico degli enti coinvolti, portando anche alle dimissioni di alcuni funzionari.

Resta tuttavia distinta la posizione di Franco Alfieri, coinvolto in altri procedimenti giudiziari tuttora pendenti. L’ex presidente della Provincia è infatti sottoposto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine per ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso, mentre permane l’obbligo di dimora disposto dal Tribunale di Vallo della Lucania in un altro processo legato alla pubblica illuminazione, nel quale si ipotizza il reato di corruzione.

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