Fatti i consiglieri provinciali, in attesa delle deleghe, si faccia il ponte di Caiazzano. I lavori del viadotto che collega, anzi collegava, Padula e Sassano, proseguono a singhiozzo, e con tempi che si sono dilatati enormemente. Tra promesse, annunci e silenzi, il ponte è ancora lungi dal vedere la luce o quanto meno l’altra parte della strada. Le recenti elezioni provinciali, con la scelta di 16 consiglieri, tre di loro legati al Vallo di Diano (Loviso, Guadagno e Guzzo), deve far sì che tale lavoro sia una priorità. E ben lo sanno i tre consiglieri provinciali del comprensorio. Ecco il lavoro che dovranno subito mettere in campo, in una elezione che è stata prettamente politica, è proprio verso il Ponte di Caiazzano. Non solo per il “mero” lavoro che pur merita estrema attenzione ma anche per lanciare un messaggio concreto di fattività della politica. Si è ben consci che non sono i consiglieri che fisicamente possano mettere mattone su mattone ma allo stesso tempo il viadotto – chiuso da quattro anni – è diventato suo malgrado il simbolo di un immobilismo politico o anche peggio di un “annuncismo” politico che delude, giustamente, il territorio.

La vicenda del ponte di Caiazzano è paragonabile, poi, a quello di Angellara e anche lì, il primo eletto tra i consiglieri provinciali – dopo la cocente delusione delle elezioni regionali – Giovanni Guzzo dovrà impegnarsi per risolvere l’annoso disagio.














Non faranno niente ed il ponte non verrá piú realizzato