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martedì, 13 Gennaio, 2026
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Salerno, stop ai ricoveri programmati e bufera sul “ballo” dei medici: al Ruggi garantite solo le urgenze

Lo scenario è pressappoco lo stesso di quello già visto nel periodo della pandemia da Covid 19. Un mese di stop in cui nei presidi ospedalieri legati all’azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno verranno sostanzialmente garantite solo le urgenze. Stop a ricoveri e interventi programmati; accelerazione sulle dimissioni dei pazienti; rapido “sbarellamento” degli ammalati giunti nei pronto soccorso; occupazione di tutti i posti letto liberi con attivazione anche di spazi tecnici aggiuntivi rispetto alla dotazione ordinaria, a prescindere dai reparti; redistribuzione del personale e relativa rimodulazione temporanea per potenziare l’organico in servizio nelle divisioni di emergenza-urgenza.

Sono i contenuti della disposizione del direttore generale dimissionario Ciro Verdoliva che “dedica” le attività di ben quattro presidi ospedalieri unicamente alla vera e propria emergenza legata all’influenza stagionale che, come un ciclone, si è abbattuta anche sul Salernitano. I numeri sono impressionanti: dal 6 gennaio scorso il pronto soccorso dell’ospedale di Salerno, il più grande tra quelli coinvolti, ha gestito fino a 200 casi al giorno di complicanze legate a quello che, oggi, i medici non guardano più come un «fisiologico malanno di stagione». Nei pronto soccorso degli ospedali interessati dal provvedimento – il Ruggi di Salerno, il Fucito di Mercato San Severino, il Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni e il Costa d’Amalfi di Castiglione di Ravello – ci sono polmoniti, broncopolmoniti, polmoniti interstiziali e, in generale, tutta la gamma di complicanze di patologie respiratorie legate all’influenza.

Ne sono affetti tanto gli anziani, quanto gli adulti e i bambini. Tanto che la direzione dell’ospedale nei giorni scorsi ha attivato l’Unità di crisi aziendale che non solo dovrà vigilare sulla corretta applicazione dei provvedimenti comunicati ufficialmente ieri e anticipati agli interessati via Whatsapp per accelerare ma dovrà anche monitorare eventuali aggravamenti della situazione.

D’altronde Verdoliva, e il direttore sanitario Mario Papa lo mettono nero su bianco sostenendo che «si è in situazione di “picco” della stagione invernale di tali virus e che verosimilmente nei prossimi giorni le criticità si incrementeranno per il verificarsi di complicanze dell’influenza». Così è stata decisa la sospensione in tutti i presidi ospedalieri «con effetto immediato» e fino al 31 gennaio dell’attività di elezione ospedaliera bloccando i ricoveri in regime programmato, «fatta eccezione per le patologie oncologiche non differibili o già programmate a breve e per quelle chirurgiche urgenti»; immediata deve essere anche la dimissione «di tutti i pazienti dimissibili» e «l’allocazione dei pazienti presenti in pronto soccorso e bisognosi di ricovero nei posti letto liberi di ogni singola unità operativa dei presidi aziendali, ricorrendo – nel rispetto delle condizioni di sicurezza clinico-assistenziali e sotto il coordinamento delle direzioni mediche di presidio – anche all’utilizzo di posti tecnici aggiuntivi rispetto alla dotazione di posti letto ordinari». Infine l’invito a «valutare l’ottimale distribuzione del personale favorendo – laddove possibile – il potenziamento della dotazione organica dei pronto soccorso, anche mediante la rimodulazione temporanea dell’organizzazione dei turni di servizio». Andrà così fino al 31 gennaio prossimo, quando la fase più critica dovrebbe essere conclusa e quando il dg Verdoliva terminerà ufficialmente il suo periodo di reggenza al Ruggi. Intanto il Ruggi rimane alla ribelata della cronaca anche per un altro fatto:

Intanto un’altra notizia pone al centro della cronaca l’ospedale salernitano. Sono in cinque, tra infermieri e operatori socio sanitari dell’ospedale Ruggi di Salerno, i protagonisti di un video in cui danzano nell’anticamera di una sala operatoria del nosocomio, presumibilmente in orario di lavoro, facendosi immortalare in un balletto prenatalizio. Il video, registrato proprio nei giorni che anticipano le festività, è poi stato pubblicato dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che raggruppa medici e infermieri della Campania. «Ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno: mentre in tutta Italia i pronto soccorso ed il personale sono al collasso per il picco influenzale – scrivono i rappresentanti dell’associazione – nella anticamera (sterilizzazione) della sala operatoria si balla e si pubblica su TikTok. Forse è il caso di trovare al più presto un direttore generale per la struttura».

Per ora, forse anche per mancanza di un manager al Ruggi, non è stata avviata alcuna verifica interna su quanto accaduto. In compenso, sui social si sono scatenati i commenti tra chi ha giustificato il balletto e chi l’ha condannato.

In realtà, il video girato al Ruggi non è l’unico. C’è da segnalare che nelle ultime settimane, il “balletto in corsia” è diventato un trend social soprattutto in Campania. I video vengono realizzati in ambiente sanitario, corsia o ambulanza e alcuni sono stati segnalati da Nessuno Tocchi Ippocrate. Intanto tra polemiche e sostegno, il video è scomparso dal profilo su cui era stato pubblicato. 

2 Commenti

  1. Giovanni says:

    Ma come mai così tutto all’ improvviso ?

  2. Giuseppe says:

    L’Italia dispone di 5,4 medici ogni mille abitanti, un dato superiore alla media Ocse (3,9) e fra i più alti in Europa

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