Lunatropica è il progetto di Angela e Ivan, due anime irrequiete di origini campane che mescolano atmosfere mediterranee oniriche con groove tropicali ed elettronici, il tutto avvolto da testi nostalgici ed evocativi, come fotogrammi sbiaditi di un vecchio film.
Si incontrano a Roma e affinano il loro suono a Londra, prima di tornare in patria e trasferirsi in una masseria circondata da ulivi a Teggiano dove la loro musica trova finalmente la sua dimensione naturale.
Dopo il debutto come Settembre con l’etichetta belga Dim Din Records e l’album “Grattacieli di Basilico”, i Lunatropica aprono ora un nuovo capitolo con “Bahia” e “Ferragosto 2023”, singoli che anticipano l’uscita del nuovo album prevista in primavera (Costello’s – Artist First).

Nostalgia dolceamara e morbida solitudine, memorie intaccate da un veleno dolcissimo. “Ferragosto 2023” è il nuovo capitolo del viaggio dei Lunatropica; un singolo che nasce dal grigiore di un temporale per finire a colorarsi d’estate attraverso i ricordi di persone, attimi e situazioni ormai apparentemente sbiadite come una vecchia istantanea. Il riferimento alla grande musica del passato si unisce ad un’attitudine pop moderna: ne nasce un brano elegante e delicato, intriso di una saudade esotica capace di mettere l’ascoltatore in trepidante attesa di una nuova estate.
“Il titolo potrebbe ingannare: la canzone non ha niente a che fare con spiagge assolate e file interminabili di ombrelloni, ma inizia al contrario con un temporale. “Poggio il naso sul vetro ed ascolto la pioggia”, da questa immagine nasce un vortice di pensieri e di ricordi che sfocia come un fiume in piena. “Ferragosto 2023” è solo la didascalia di una vecchia foto, di un amore ormai andato”, così i due musicisti raccontano il brano. “Bahia nasce, invece, in un giorno triste, uno di quelli in cui si vorrebbe solo partire, guidare senza meta e lasciare tutto
alle spalle. È un luogo immaginario, una fuga dalla vita quotidiana, un approdo dell’anima più che un luogo geografico”.
I Lunatropica si cimentano in una forma più radiofonica, con un ritornello che rimarrà in testa a molti, senza rinnegare il loro gusto per le melodie raffinate che guardano al jazz e alla musica brasiliana e senza sacrificare una scrittura che vuole sempre essere onirica ed immaginifica














