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sabato, 14 Febbraio, 2026
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Femminicidio a Castellabate. In aula la ricostruzione delle ultime ore di Silvia Nowak

Avanti ai giudici della Corte D’Assise di Salerno, continua il processo nei confronti del 62enne Kai Dausel accusato del femminicidio della compagna Silvia Nowak. Il corpo della donna, venne ritrovato nell’ottobre del 2024 nella pineta di Ogliastro Marina a Castellabate, con evidenti segni di bruciature i quali si presumono fossero causate dal tentativo di bruciare il cadavere. La coppia aveva deciso di trasferirsi nel Cilento dopo aver lasciato la Germania.

Questa mattina nel corso dell’udienza, è stato ascoltato il Maresciallo Marco Cesa, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Castellabate, il quale ha ripercorso i momenti che vanno dalla scomparsa della donna fino al ritrovamento del cadavere nella pineta. Dalle testimonianze emerse in aula, sono stati confermati i dettagli relativi alle condizioni in cui versava il corpo al momento del ritrovamento. Il cadavere presentava evidenti segni di bruciature riconducibili a un probabile tentativo di distruzione del corpo per occultare le prove del delitto o renderne difficile l’identificazione e ferite d’arma da taglio.

L’uomo, difeso dall’avvocato Felice Carbone, si è sempre definito innocente. Si trova ora detenuto presso il carcere di Ariano Irpino. La prossima udienza si terrà il prossimo 26 marzo.

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