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venerdì, 6 Marzo, 2026
CronacaPrimo pianoRegione BASILICATA

Sequestrato edificio di 12 piani nel centro di Matera. Sarebbe stato realizzato abusivamente: 5 indagati

Sequestro preventivo per il cantiere dell’ex Hotel Palace, nel cuore di Matera. Nella mattinata odierna i militari del Guardia di Finanza di Matera, Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno eseguito un provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Matera ai sensi dell’articolo 321 del codice di procedura penale.

Il sequestro riguarda un fabbricato residenziale in corso di realizzazione in Piazza Bianco, nell’area del Centro Direzionale – Sub Comparto 2C, immobile noto come “ex Hotel Palace”. Il provvedimento si inserisce in un procedimento penale che vede indagate cinque persone, ciascuna per il ruolo ricoperto nella committenza, nella presentazione dei titoli abilitativi, nella progettazione e direzione dei lavori e nell’esecuzione dell’opera. Coinvolti, a vario titolo, i legali rappresentanti della società proprietaria e delle imprese esecutrici, oltre al tecnico progettista e direttore dei lavori.

Le ipotesi di reato, allo stato delle indagini, riguardano l’esecuzione di lavori edilizi in totale difformità o in assenza di valido titolo abilitativo, con riferimento anche alla disciplina della S.C.I.A. e alle attestazioni tecniche presentate all’amministrazione.

L’inchiesta nasce da verifiche sulla legittimità urbanistico-edilizia dell’intervento, avviate anche a seguito di segnalazioni istituzionali, relative a una costruzione di rilevanti dimensioni in un’area centrale della città, con evidente impatto sul contesto urbano.

Secondo quanto richiamato nel provvedimento, l’intervento sarebbe stato assentito attraverso una pluralità di titoli abilitativi progressivi: due S.C.I.A. alternative al permesso di costruire, presentate nel marzo e nell’ottobre 2023, e una successiva S.C.I.A. ordinaria del dicembre 2024, qualificata come variante.

Gli accertamenti tecnici avrebbero evidenziato significative difformità rispetto ai parametri consentiti: dodici piani fuori terra a fronte dei dieci previsti, una superficie lorda di circa 9.445 metri quadrati rispetto ai 6.366,73 autorizzati, e un’altezza complessiva superiore di circa 2,40 metri rispetto al limite massimo.

Il giudice ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, considerato che l’edificio non risulta ultimato e che la prosecuzione dei lavori potrebbe aggravare le conseguenze dei reati ipotizzati. Inoltre, anche in caso di completamento, la libera disponibilità del bene potrebbe incidere sul regolare assetto del territorio e sul carico urbanistico, in relazione alla volumetria e all’incremento abitativo previsto.

La vicenda assume particolare rilievo pubblico per l’ubicazione e la consistenza dell’opera, destinata a incidere in modo significativo sulle infrastrutture e sui servizi cittadini.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: le responsabilità dovranno essere accertate nel contraddittorio tra le parti e gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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