Dopo la tappa a Potenza, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha raggiunto Salerno. Il Guardasigilli ha partecipato al convegno organizzato dalla Camera Penale, nel Salone Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino, per discutere del referendum sulla Riforma della Giustizia, previsto il 22 e 23 marzo.
“Dopo che avremo vinto con il “sì” al referendum sulla giustizia cercheremo anche di mettere a posto il Codice penale ancora in vigore che è firmato da Benito Mussolini e da Vittorio Emanuele III” ha dichiarato Nordio. “Le priorità – ha spiegato il ministro- sono quelle della revisione proprio della struttura del reato e anche delle esimenti. Questo è un discorso tecnico. Poi c’è il Codice di procedura penale che dobbiamo riportare alle sue origini, quelle proprio volute da Vassalli, che sono state un po’ alterate in questi ultimi quarant’anni per una serie di interventi”.
Prima, però- come riportato su “Il Mattino”- tocca portare a casa il risultato auspicato sulla separazione delle carriere dei magistrati. “Non c’è nessun intento di umiliare la magistratura, tanto meno di sottoporla al potere esecutivo – ha chiarito Nordio – si tratta semplicemente di attuare il progetto portato avanti 40 anni fa dal professore Vassalli, grande giurista socialista, eroe della Resistenza, che introdusse il processo accusatorio, modellato su quello anglosassone, dove la separazione delle carriere è ordinaria e naturale”. La legge costituzionale “è chiara”, ha ribadito il ministro “la magistratura resta e resterà nella sua parte sia requirente che giudicante assolutamente indipendente e autonoma. Ogni polemica in questo senso è inutile e sterile”.

A chi sostiene che gli effetti dell’eventuale approvazione dei quesiti referendari non incideranno direttamente sui cittadini e quindi sui tempi della giustizia, Nordio ha risposto che “inciderà eccome perché innanzitutto responsabilizzerà di più i magistrati attraverso un’Alta corte disciplinare, peraltro composta in grandissima maggioranza da loro, poi renderà più efficiente il Consiglio superiore della magistratura, proprio perché spacchettandoli, in questo modo, sarà anche più facile arrivare a quella nomina dei capi degli uffici giudiziari, che oggi è sempre molto difficile”. Ma l’azione del governo e del Guardasigilli si muove anche in altre direzioni e settori poiché, ha ricordato Nordio, “abbiamo stabilizzato la gran parte dei componenti dell’ufficio del processo, colmeremo entro la fine dell’anno l’organico dei magistrati per la prima volta dall’inizio della Repubblica: 10mila 500 e li avremo tutti. E non ultimo – conclude – abbiamo stabilizzato i giudici onorari che sono in gran parte delle colonne quasi portanti degli uffici giudiziari e fino all’altro giorno non avevano garanzie né previdenziali né di stabilità”.
All’evento hanno preso parte, fra gli altri, anche Francesco Petrelli, presidente dell’Unione delle Camere penali, Beniamino Migliucci, past president Ucpi, Edmondo Cirielli, viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, e Michele Sarno, presidente della Camera penale salernitana.