Un gruppo di donne operate per carcinoma mammario all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera lancia un appello contro lo stop agli interventi nel reparto di Senologia chirurgica del nosocomio materano.
La protesta nasce dopo l’applicazione della delibera della Giunta regionale n. 202500691 dell’11 novembre 2025 che, di fatto, vieta di continuare a eseguire questo tipo di interventi nell’unità operativa dell’ospedale.
“Siamo un folto gruppo di donne sottoposte a intervento chirurgico per carcinoma mammario presso l’ospedale Madonna delle Grazie – scrivono – e abbiamo appreso che è tassativamente vietato continuare ad eseguire gli interventi di chirurgia senologica a Matera”.
Le pazienti contestano una scelta che, a loro avviso, privilegia la logica dei numeri rispetto ai bisogni dei cittadini. “La logica dei numeri condiziona le scelte politiche, sacrificando il benessere dei cittadini e l’umanizzazione delle cure”.
Secondo quanto denunciato nella lettera, la delocalizzazione degli interventi verso altre strutture regionali rischia di creare forti disagi. “Privare gli abitanti di Matera e provincia del diritto alle cure nel luogo di residenza non tiene conto dei disagi economici e psico-fisici che tale decisione comporta”.
La chirurgia senologica verrebbe infatti trasferita all’ospedale San Carlo di Potenza o al Crob di Rionero in Vulture, strutture che – sottolineano le firmatarie – distano decine di chilometri dal territorio materano.
Le donne ricordano inoltre che da anni nel nosocomio di Matera opera un team multidisciplinare composto da radiologi, oncologi, anatomopatologi, radioterapisti, fisiatri e psicologi che accompagna le pazienti lungo tutto il percorso di cura.
“Noi pazienti operate siamo la prova vivente dell’eccellenza delle cure oncologiche erogate presso il nostro ospedale”.

Particolarmente apprezzato il lavoro della chirurgia senologica guidata dalla dottoressa Antonia De Rosa, considerata “un riferimento qualificato ed insostituibile nel percorso di cura del carcinoma mammario”.
Le pazienti esprimono inoltre stupore per la decisione in un momento cruciale per la sanità materana. “Alla vigilia dell’attesissima inaugurazione della radioterapia a Matera si smantellano anelli cruciali del percorso di cura come screening e chirurgia senologica”.
Il timore è che lo smantellamento del servizio possa compromettere la presa in carico completa delle pazienti e costringere molte donne a lunghi e costosi spostamenti.
“Il nostro rammarico – spiegano – non riguarda solo noi, ma anche le future malate oncologiche che non potranno beneficiare di cure vicino casa”.
Da qui la richiesta alla Regione Basilicata di rivedere la decisione.
“Chiediamo la mancata soppressione e il ripristino dell’Uosd di chirurgia senologica, affinché sia riconosciuta la centralità del paziente nel percorso di cura”.
Le firmatarie lanciano infine un ultimo avvertimento: “Distanziare le cure dai pazienti potrebbe provocare una maggiore migrazione sanitaria verso altre regioni”.
“Confidiamo – concludono – in un costruttivo ripensamento per garantire continuità, umanizzazione e qualità delle cure”.