Congedo mestruale nel trasporto pubblico tra Puglia e Basilicata: fino a 24 giorni retribuiti

Un massimo di 24 giorni l’anno di assenza retribuita al 100% per le lavoratrici, senza burocrazia e senza obbligo di certificazioni: è questa la misura al centro del nuovo congedo mestruale introdotto dalla Miccolis, società attiva nel trasporto pubblico locale in Puglia e nelle province di Matera e Potenza, frutto di un accordo siglato con le organizzazioni sindacali Filt CGIL, Fit CISL, UIL Trasporti, FAISA CISAL e UGL FNA.

L’iniziativa, già operativa da questo mese, rappresenta una delle prime applicazioni strutturate di welfare inclusivo nel settore della mobilità in Italia. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere al centro la salute e il benessere delle lavoratrici, in un contesto caratterizzato da ritmi elevati e responsabilità quotidiane legate alla gestione del servizio pubblico.

La misura si inserisce in un più ampio percorso di welfare aziendale e responsabilità sociale, con particolare attenzione alle politiche di genere e alla conciliazione tra vita privata e lavoro. Non solo un beneficio economico, ma – secondo quanto evidenziato – un cambiamento culturale che mira a superare tabù e rigidità organizzative.

Il provvedimento è stato accolto con favore dalle Consigliere di Parità regionale e provinciale, Ivana Pipponzi e Simona Bonito, che hanno sottolineato il valore dell’intesa raggiunta.

“Si tratta di un risultato significativo che nasce da un percorso condiviso e strutturato, frutto di un dialogo costante e di una collaborazione concreta tra l’azienda e l’Ufficio delle Consigliere di Parità. Un modello virtuoso che dimostra come le politiche di genere possano tradursi in strumenti reali di inclusione e benessere nei luoghi di lavoro” hanno dichiarato.

Le rappresentanti istituzionali hanno evidenziato anche il lavoro di sensibilizzazione e formazione portato avanti negli ultimi anni, insieme ad altre iniziative di prevenzione sanitaria rivolte al personale femminile.

“Queste azioni hanno contribuito a costruire un contesto aziendale più consapevole e attento ai bisogni delle lavoratrici. Il congedo mestruale non è solo una misura innovativa, ma un segnale culturale forte che riconosce dignità e attenzione a una dimensione spesso invisibile nel mondo del lavoro” hanno aggiunto.

Le Consigliere hanno infine auspicato che l’esperienza possa diventare un modello replicabile: “Ci auguriamo che questa esperienza possa rappresentare un esempio anche per altri contesti produttivi, affinché il tema del benessere e della parità diventi sempre più centrale nelle politiche aziendali e istituzionali”.

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