Matera dice no al deposito nazionale di scorie nucleari nel distretto Basilicata-Puglia

Il Consiglio Provinciale di Matera ribadisce con forza la propria contrarietà all’ipotesi di realizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi nel distretto Basilicata–Puglia. Riunita in seduta aperta, l’assemblea ha approvato all’unanimità una delibera che sancisce una posizione netta: difendere il territorio da una scelta ritenuta incompatibile con il futuro dell’area.

Una presa di posizione che affonda le radici nella tutela dell’identità locale e in un modello di sviluppo basato su ambiente, cultura, turismo sostenibile e qualità della vita. La Basilicata, viene sottolineato, ha già contribuito in modo significativo sul fronte energetico e nucleare, come dimostrano la presenza dell’ITREC di Rotondella e le attività legate alle estrazioni petrolifere.

A chiarire il senso della decisione è stato il presidente della Provincia, Francesco Mancini, che ha evidenziato come la questione vada ben oltre gli aspetti tecnici e amministrativi. “Non si tratta solo di una scelta procedurale – ha dichiarato – ma di una decisione che riguarda l’essenza stessa dei nostri luoghi”. Nel mirino anche la presenza di 15 siti individuati nella CNAPI tra Basilicata e Puglia, giudicata una concentrazione “sproporzionata” e non rispettosa del valore ambientale, storico e archeologico delle aree coinvolte.

Il Consiglio provinciale aperto, svoltosi ieri nella sala consiliare di via Ridola, ha visto una partecipazione ampia e trasversale. Presenti sindaci, amministratori e associazioni, a testimonianza di un fronte comune che supera i confini istituzionali e si configura come una mobilitazione collettiva per la difesa del territorio.

All’incontro sono stati invitati anche i rappresentanti delle Regioni Basilicata e Puglia, della Città Metropolitana di Bari, delle Province di Taranto e Potenza, oltre ai Comuni pugliesi di Laterza, Altamura e Gravina in Puglia e a tutti i Comuni della provincia di Matera, insieme al Comune di Genzano di Lucania.

“La questione va affrontata con rigore e con dati alla mano – ha aggiunto Mancini – valutando attentamente gli impatti su sicurezza, paesaggio, risorse naturali e vocazioni produttive di un territorio che rappresenta un patrimonio di valore nazionale”.

La linea dell’Amministrazione provinciale resta dunque ferma: nessuna apertura alla possibilità di individuare aree tra Basilicata e Puglia come sede del deposito nazionale. Una posizione motivata dalla necessità di salvaguardare ambiente, salute pubblica e prospettive di sviluppo.

La Provincia di Matera, ha concluso il presidente, continuerà a lavorare in sinergia con i Comuni e gli enti coinvolti per promuovere un’azione condivisa e responsabile, con l’obiettivo di tutelare gli interessi dell’intero territorio interregionale. Un messaggio chiaro: no al deposito nazionale, sì alla difesa delle comunità e a uno sviluppo sostenibile.

Exit mobile version