L’impianto fotovoltaico della discordia con un imprenditore di Padula che rischia il tracollo finanziario per un diniego dopo che – stando alla sua versione – c’erano tutte le rassicurazioni da parte degli uffici adibiti.
Il 9 aprile l’imprenditore ha presentato la pratica al Suap Cilento, competente per il tipo di intervento in area idonea. Il 16 aprile il Suap ha chiesto integrazione alla quale l’impresa ha risposto a stretto giro. Il diniego è arrivato da pochi giorni da parte del Comune di Padula. Il problema nasce – stando all’imprenditore Vincenzo Petrizzo – da rassicurazioni che sono poi state “smentite” e per lui che aveva già investito centinaia di migliaia di euro, si rischia il tracollo finanziato. “L’Enel aveva già dato autorizzazione per la connessione al parco fotovoltaico in un terreno di mia proprietà, cosa fondamentale avendo anticipato tanti soldi sono in gravi difficolta e sto valutando azione eclatanti per dimostrare la mia buona fede e il fatto di essere sicuro della legittimità del progetto”.
Secondo il dossier presentato al Comune da Petrizzo l’impianto risiederà in una area “idonea” come definito dal D.L. 175/2025 sulle aree idonee a 300 metri dall’autostrada. E’ in via di definizione un ricorso e sono già stati allertati alcuni avvocati per studiare l’incartamento. Si punta marcare sulle disposizioni del governo che ha accelerato sull’uso di fonti rinnovabili e l’intervento rientra in una comunità energetiche che ha come obiettivo benefici anche al territorio. Resta però la “minaccia” dell’imprenditore di azioni eclatanti che far valere le proprie ragioni.
