Sono state avviate oggi le attività del progetto “Roscigno–Monte Pruno: Geophysical Analysis and Remote Sensing for Future Research”, iniziativa che si inserisce nell’ambito della campagna di scavo archeologico condotta dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con il Comune di Roscigno.

Il progetto vede la partecipazione del CNR ISPC di Lecce e di Napoli ed è realizzato con l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Le operazioni hanno preso il via in mattinata, dopo un sopralluogo preliminare effettuato nei giorni scorsi per definire con precisione l’area di intervento e le modalità di svolgimento delle attività.
Le prospezioni interesseranno l’intero settore settentrionale del sito archeologico, compreso tra la Fortificazione Nord, la Porta Nord-Ovest e l’edificio individuato nel Saggio 10. A condurre le indagini saranno i ricercatori del CNR ISPC di Napoli Michele Punzo e Daniela Tarallo, esperti nell’applicazione delle metodologie geofisiche alla ricerca archeologica.
L’intervento prevede l’utilizzo di due tecniche non invasive di ultima generazione: la magnetometria e il georadar (Ground Penetrating Radar – GPR). La magnetometria consente di individuare anomalie del campo magnetico riconducibili a strutture archeologiche sepolte, manufatti metallici e contesti legati ad attività ad alta temperatura come fornaci, fucine e focolari. Il georadar, invece, permette di rilevare murature, pavimentazioni e altre evidenze presenti nel sottosuolo, restituendo una lettura tridimensionale delle strutture senza ricorrere allo scavo.
L’integrazione tra prospezioni geofisiche e ricerca sul campo si conferma uno strumento strategico per una pianificazione più consapevole ed efficace delle future attività archeologiche, consentendo di individuare con maggiore precisione le aree di maggiore interesse scientifico.
Questo importante traguardo è il risultato di una proficua collaborazione tra istituzioni, università e centri di ricerca, impegnati nella conoscenza e nella valorizzazione di uno dei più significativi siti archeologici del territorio. Fondamentale, inoltre, il costante sostegno della Fondazione Monte Pruno, che da anni accompagna e promuove le attività di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio storico e archeologico locale, contribuendo concretamente alla realizzazione di progetti di elevato valore scientifico e culturale.