Il due luglio non è mai un giorno qualunque per la comunità di Santomenna. È il giorno in cui il tempo sembra fermarsi per fare spazio alla memoria, alla devozione e a un legame fraterno che sfida i secoli. La tradizionale processione della Madonna Nera è tornata a illuminare le strade del borgo, portando con sé il carico di fede, emozione e arguta fierezza che la caratterizza da generazioni.
Il momento più atteso e suggestivo è l’uscita della Vergine: la statua della Madonna Nera viene portata in spalla per le vie del paese, interamente vestita e adornata dai monili d’oro. Si tratta degli ex-voto donati dai fedeli nel corso degli anni; ogni anello, collana o ciondolo rappresenta una grazia ricevuta, una preghiera esaudita, un pezzo di vita e di cuore che la comunità ha voluto affidare alla sua Protettrice. Vedere quel manto dorato risplendere sotto il sole di luglio è un colpo d’occhio che toglie il fiato e stringe la gola per l’emozione.
Ma la festa di Santomenna è anche la festa della condivisione. Come vuole un’antichissima tradizione, ad accompagnare il corteo religioso c’era l’intera comunità di Laviano.
In un profondo atto di amicizia e devozione spirituale, i cittadini del comune vicino hanno sfilato portando in dono la centa alla Madonna: una monumentale struttura votiva, tipica della tradizione campana, realizzata con candele decorate e nastri. Non è solo un omaggio religioso, ma un vero e proprio sigillo su un patto di fratellanza che unisce i due paesi da tempo immemore.
”Un legame antico che si esprime attraverso la fede e il rispetto reciproco: vedere Laviano stringersi attorno alla nostra Madonna è il segno che le radici e la solidarietà contano più di ogni confine geopolitico”.

*foto e contributo di Laura Piserchia