Uccise il padre a coltellate a Eboli: condannato 20 anni Vincenzo Santimone

La Corte d’Assise di Salerno ha emesso la sentenza di condanna a vent’anni di reclusione nei confronti di Vincenzo Santimone, responsabile di aver ucciso il padre al culmine di una lite. L’episodio avvenne la sera del 5 marzo 2024 all’interno della residenza familiare a Eboli, in via Bartolo Longo al rione della Pace. La vittima, Riccardo Santimone, ex gommista di 76 anni, fu raggiunto da numerose coltellate alla gola e al torace inferte dal figlio con problemi psichici. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della locale compagnia, che intervennero sul luogo del delitto allertati dai vicini di casa, a scatenare il raptus di Vincenzo fu il rumore che il padre stava facendo per preparare la cena e così, afferrato un coltello da cucina, colpì il genitore. Nonostante il tentativo della vittima di rifugiarsi in bagno, il figlio lo inseguì e lo colpì all’aorta decretandone la morte.

Ad aprile scorso, al termine della requisitoria, la pm Marinella Guglielmotti aveva chiesto per l’imputato una condanna a 25 anni di reclusione con la concessione della sola diminuente della seminfermità mentale ma con le aggravanti relative ai futili motivi e alla crudeltà del fatto. La difesa, invece, aveva chiesto l’assoluzione per infermità mentale. Al termine della pena, Santimone sarà soggetto alla misura di sicurezza da verificare ogni 3 anni in quanto ritenuto socialmente pericoloso. Tra novanta giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.

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