
Una presunta gestione illecita delle risorse del CRAL dell’Università degli Studi della Basilicata è al centro di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza che ha portato all’esecuzione di misure cautelari personali e patrimoniali nei confronti di una dipendente dell’Ateneo.
Su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza, la Guardia di Finanza del capoluogo lucano ha eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un importo complessivo di 331.303,94 euro, oltre alla misura interdittiva della sospensione dal pubblico servizio per dodici mesi.
Secondo l’ipotesi accusatoria, la donna, nella sua veste di tesoriera del CRAL dell’Università, si sarebbe appropriata di 42.346,94 euro, utilizzando il conto corrente e la carta Postamat dell’associazione per finalità estranee agli scopi istituzionali del circolo.
Le indagini, coordinate dalla Procura e delegate alla Guardia di Finanza di Potenza, avrebbero inoltre fatto emergere una presunta truffa ai danni di Wind Tre S.p.A.. In particolare, l’indagata avrebbe acquistato 248 telefoni cellulari a condizioni economiche agevolate, sfruttando le convenzioni riservate ai soci del CRAL. Secondo gli investigatori, gli smartphone non sarebbero stati destinati ai beneficiari previsti, ma rivenduti a soggetti terzi, causando un danno economico quantificato in 288.957 euro.
Il valore complessivo del sequestro, pari a 331.303,94 euro, corrisponde alla somma degli importi contestati per i reati di appropriazione indebita e truffa.