Vasto incendio a San Chirico. Denunciato 63enne: ha acceso il fuoco per bruciare un nido di vespe

Svolta nelle indagini sul vasto incendio che tra il 4 e il 5 agosto ha minacciato il territorio di San Chirico Nuovo, in provincia di Potenza. I Carabinieri Forestali hanno denunciato un uomo di 63 anni, residente in paese, ritenuto responsabile del rogo che ha devastato circa 40 ettari tra seminativi, uliveti e vegetazione, mettendo a rischio abitazioni, aziende agricole e i vicini boschi di San Chirico e Tricarico.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’incendio sarebbe partito da un fondo privato dove l’uomo avrebbe acceso volontariamente un fuoco per eliminare un nido di vespe. Le fiamme, alimentate anche dalla presenza di alcuni copertoni di mezzi agricoli abbandonati nell’area, si sono rapidamente propagate, rendendo necessario un imponente intervento di spegnimento.

Determinanti, per risalire al presunto responsabile, sono state le indagini tecniche condotte con il metodo delle evidenze fisiche per individuare il punto d’innesco, unite alle testimonianze raccolte dai militari. L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Potenza e dovrà rispondere del reato di incendio boschivo doloso, che prevede una pena fino a dieci anni di reclusione. Secondo quanto emerso, il 63enne presenta una disabilità intellettiva e problemi di dipendenza e in passato avrebbe già acceso fuochi nello stesso terreno.

Per domare il rogo sono stati necessari oltre quaranta lanci d’acqua degli elicotteri della Protezione civile regionale e di un velivolo del Dipartimento nazionale. L’intervento ha evitato che le fiamme raggiungessero i due estesi complessi boschivi della zona. Momenti di forte tensione si sono vissuti anche tra i residenti, che hanno cercato di mettere in salvo abitazioni e terreni agricoli minacciati dal fuoco.

Non è la prima volta che l’area è interessata da un episodio simile. Tre anni fa un incendio sviluppatosi nella stessa zona distrusse anche un parco fotovoltaico. Per questo il Comune torna a chiedere un potenziamento dei presìdi antincendio nell’area, evidenziando come la distanza da Potenza e la viabilità tortuosa rallentino l’arrivo dei mezzi di soccorso, rendendo auspicabile l’istituzione di un distaccamento operativo più vicino al territorio.

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