Una piazza Filippo Gagliardi, a Montesano sulla Marcellana, attenta e partecipe ha accolto sabato pomeriggio la presentazione di “Dottò, m’fa mal ‘a cap”, romanzo d’esordio di Vincenzo Spinelli, farmacista e cosmetologo, conosciuto sui social come “il farmacista viaggiatore”. Un incontro che è andato oltre la semplice presentazione di un libro, trasformandosi in un momento di confronto sui temi dell’ansia, degli attacchi di panico, dell’amore che può salvare, delle emozioni nascoste e della difficoltà, spesso ancora presente, di chiedere aiuto.

Ad aprire l’appuntamento sono stati i saluti istituzionali del sindaco Giuseppe Rinaldi e della vicesindaca Marzia Manilia, che hanno sottolineato l’importanza di iniziative capaci di portare cultura e riflessione nel cuore della comunità. Presente all’incontro anche Paolo Giacovelli, editore del romanzo, che ha accompagnato l’autore nel racconto della nascita e della pubblicazione del libro. Alla presentazione insieme all’autore del libro anche la psicoterapeuta, scrittrice e psicologa dello sport Samantha Vitali, mentre a guidare il dialogo è stata la giornalista di italia2news Giovanna Quagliano.
Al centro della serata la storia di Luca, protagonista del libro, un uomo apparentemente forte e capace di tenere tutto sotto controllo, ma che nel tempo si trova a fare i conti con un dolore sempre più difficile da nascondere. La malattia della madre, le responsabilità, la paura e il bisogno di essere sempre all’altezza diventano il terreno sul quale maturano ansia e attacchi di panico. Durante il confronto si è parlato, tra le altre cose, proprio di quella “maschera” che molte persone indossano ogni giorno, mostrando agli altri una normalità che spesso non corrisponde a ciò che stanno vivendo dentro. Un passaggio particolarmente sentito è stato quello dedicato alla necessità di riconoscere i segnali del disagio psicologico senza vergogna, imparando a considerare la richiesta di aiuto non come una debolezza, ma come un atto di consapevolezza e di coraggio. La presenza della psicoterapeuta Samantha Vitali ha permesso inoltre di approfondire il rapporto tra corpo ed emozioni. Gli attacchi di panico, così come raccontati attraverso la vicenda di Luca, possono infatti manifestarsi con sintomi fisici molto intensi e reali, alimentando un circolo di paura e controllo dal quale può diventare difficile uscire. Da qui l’importanza di ascoltare il proprio corpo, ma anche di andare oltre il sintomo per comprenderne il significato.
È proprio questo uno dei messaggi più forti del romanzo: dietro un sintomo può esserci una storia. Un concetto particolarmente significativo per il dottore Vincenzo Spinelli, che nella sua quotidianità di farmacista è abituato ad ascoltare le persone e le loro preoccupazioni. Il passaggio dal bancone della farmacia alle pagine di un romanzo nasce così dalla volontà di raccontare ciò che spesso rimane nascosto dietro una semplice domanda sulla salute. La serata si è conclusa con un messaggio di speranza: non è necessario affrontare tutto da soli e chiedere aiuto può rappresentare il primo passo verso una nuova libertà. Attraverso la storia di Luca, Vincenzo Spinelli ha scelto di parlare di salute mentale con un linguaggio semplice e umano, cercando non tanto di dare risposte definitive, quanto di invitare il lettore ad ascoltarsi. Una presentazione partecipata, dunque, che ha trasformato “Dottò, m’fa mal ‘a cap” da semplice romanzo d’esordio in uno spunto di riflessione collettiva su una delle fragilità più diffuse e, allo stesso tempo, più difficili da raccontare.