In Basilicata il progetto di rilancio del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone, ad Abriola, sta facendo discutere per il suo impatto ambientale. L’intervento complessivo vale circa 8 milioni di euro e punta a trasformare l’area in una stazione sportiva fruibile durante tutto l’anno. Il progetto prevede una pista da sci sintetica lunga 480 metri, una nuova seggiovia, parcheggi, un’area camper, percorsi pedonali, un parco giochi e interventi per migliorare l’accessibilità alle persone con disabilità. L’obiettivo della Regione è superare la dipendenza dalla neve naturale e rilanciare turisticamente la montagna.

Il problema è che l’area interessata si trova all’interno del Parco nazionale dell’Appennino Lucano e della zona Natura 2000 “Faggeta di Monte Pierfaone”, un’area protetta di particolare valore naturalistico e per realizzare l’intero intervento è previsto l’abbattimento di 951 faggi.
Le associazioni ambientaliste, in particolare Legambiente, chiedono chiarezza anche perché nella procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale, avviata il 19 maggio 2026 e conclusa con parere favorevole il 22 giugno, gli alberi da abbattere risultavano essere zero. Successivamente, nella documentazione della gara, è comparsa invece una «Relazione piedilista abbattimento piante» contenente l’elenco di 951 alberi.
Anche i tempi dell’iter hanno attirato l’attenzione. Dopo il parere favorevole di giugno, a inizio luglio sono state aperte le offerte, il 7 luglio il progetto è stato presentato pubblicamente e ad agosto sono partiti i lavori. Per Legambiente, una procedura così rapida merita maggiore trasparenza, soprattutto considerando che l’intervento riguarda un’area protetta.
Chi sostiene il progetto contesta però la ricostruzione secondo cui 951 alberi verrebbero abbattuti per costruire la pista sintetica. La precisazione secondo i promotori è che gli abbattimenti sono legati principalmente alla nuova seggiovia e alle opere infrastrutturali, mentre la pista sintetica è un intervento distinto e, per come è stata progettata, non richiederebbe il taglio degli alberi. I sostenitori dell’intervento sottolineano inoltre che il progetto è passato attraverso le necessarie procedure tecniche e amministrative e che l’obiettivo non è trasformare la montagna in un luna park, ma evitare il progressivo declino di un comprensorio che oggi dipende fortemente dalla neve naturale.
Resta tuttavia il fatto che l’intervento nel suo complesso comporta un numero significativo di abbattimenti all’interno di un’area protetta ed è su questo punto che si concentra il confronto tra le diverse posizioni.