La Costiera Amalfitana torna a fare i conti con gli incendi e, mentre le operazioni di spegnimento hanno impegnato per ore squadre di soccorso e mezzi aerei, cresce la preoccupazione per le conseguenze che i roghi potrebbero lasciare sui versanti.

Negli ultimi giorni le fiamme hanno interessato diverse aree tra Maiori e Tramonti, nel territorio dei Monti Lattari, coinvolgendo zone di macchia mediterranea e aree montane particolarmente impervie. Tra i fronti maggiormente interessati figurano quelli di Casa Vitagliano, Paterno Sant’Elia, Picara e Trapulico, oltre alle zone collinari e montane sopra l’abitato di Maiori.
Per contrastare l’avanzata del fuoco sono intervenuti Vigili del Fuoco, Protezione civile, volontari e squadre della Comunità montana. Nelle operazioni sono stati impiegati anche Canadair ed elicotteri, impegnati a contenere le fiamme e a impedire che raggiungessero le aree abitate. Il vento ha reso più difficili le operazioni, favorendo la propagazione degli incendi sui versanti.
Le cause dei roghi restano da chiarire, ma l’attenzione si sposta ora sulle conseguenze ambientali e sulla sicurezza del territorio. Il problema, infatti, non si esaurisce con lo spegnimento delle fiamme: ciò che resta sui versanti può rappresentare una nuova fonte di rischio con l’arrivo delle precipitazioni.
A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Geologia Ambientale, sezione Campania. Il presidente regionale, il geologo Gaetano Sammartino, sottolinea come gli incendi rappresentino non soltanto una grave emergenza ambientale, ma anche un possibile fattore di rischio geologico e idrogeologico.
La distruzione della vegetazione sui ripidi versanti dei Monti Lattari elimina infatti un importante presidio naturale contro l’erosione. Il terreno, privato della copertura vegetale, può assorbire meno efficacemente le precipitazioni, favorendo il ruscellamento superficiale e l’erosione.
Il problema potrebbe diventare particolarmente delicato con l’arrivo delle prime piogge intense. Secondo SIGEA, le aree percorse dal fuoco potrebbero risultare maggiormente esposte a frane superficiali, colate di fango e detriti, caduta di massi e fenomeni alluvionali.
Un rischio che riguarda direttamente anche la viabilità e i centri abitati situati a valle dei versanti interessati dagli incendi. Per questo, secondo i geologi, è necessario intervenire prima dell’arrivo della stagione delle piogge, senza attendere che un nuovo evento trasformi i danni ambientali in un’emergenza per la popolazione.
Tra le priorità indicate c’è innanzitutto la mappatura precisa delle superfici bruciate, attraverso il catasto incendi e specifici rilievi tecnici. Serve poi una verifica delle condizioni dei versanti più esposti, accompagnata, dove necessario, da interventi di messa in sicurezza e di ingegneria naturalistica.
Particolare attenzione dovrà essere riservata anche a valloni, alvei e canali di scolo. Cenere, tronchi e materiale detritico prodotto dagli incendi potrebbero infatti ostacolare il normale deflusso delle acque in occasione di precipitazioni intense, aumentando il rischio di allagamenti e colate detritiche.
L’appello di SIGEA è dunque rivolto soprattutto alla prevenzione. La Costiera Amalfitana è un territorio di straordinaria bellezza, ma anche caratterizzato da versanti ripidi, valloni e una particolare fragilità geomorfologica.
Lo spegnimento delle fiamme rappresenta soltanto il primo passo. Dopo il fuoco comincia una fase altrettanto delicata, quella del monitoraggio e della messa in sicurezza del territorio.
Per questo, secondo la Società Italiana di Geologia Ambientale, è necessario agire subito, attraverso controlli, interventi mirati e una costante osservazione delle aree percorse dagli incendi.
La vera emergenza potrebbe infatti presentarsi nei prossimi mesi, quando le piogge torneranno a interessare i versanti bruciati. Evitare che il danno ambientale provocato dagli incendi si trasformi in un problema per la sicurezza delle comunità significa intervenire ora, prima che l’acqua trovi sui pendii privi di vegetazione un terreno più vulnerabile.
Per la Costiera Amalfitana la sfida, dunque, non si conclude con la fine dei roghi. Comincia adesso una nuova fase, quella della prevenzione, della tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini.