Operazione dei Carabinieri contro un sistema criminale dedito al caporalato, allo sfruttamento dei braccianti e al traffico di migranti. L’inchiesta, coordinata dalla DDA di Catanzaro, ha portato al fermo di 20 persone ed è stata eseguita nelle province di Cosenza, Napoli, Bologna, Sassari e Mantova.

Al centro dell’indagine la Piana di Sibari, dove due distinti sodalizi avrebbero operato in stretta connessione: uno, composto prevalentemente da cittadini pakistani, avrebbe gestito il reclutamento e lo sfruttamento della manodopera agricola; l’altro si sarebbe occupato del traffico di migranti attraverso false pratiche per i Decreti Flussi.
Un ruolo sarebbe stato svolto anche dalla Basilicata, dove, secondo gli investigatori, operatori di CAF e Patronati avrebbero utilizzato le proprie credenziali per presentare migliaia di domande di assunzione fittizie.
I migranti avrebbero pagato fino a 10mila euro per ottenere i documenti, finendo poi nei campi in condizioni di grave sfruttamento.
L’indagine, partita nel 2020 da una denuncia di alcuni braccianti, ha fatto emergere anche presunti collegamenti con esponenti della ’ndrangheta. Tutti gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.