Sellata-Pierfaone, sequestrata l’area dei lavori: la Procura ipotizza diverse violazioni

Resta al centro del dibattito il progetto di riqualificazione del comprensorio sciistico della Sellata-Pierfaone, dopo il sequestro disposto dalla Procura di Potenza e eseguito dai Carabinieri Forestali nell’area interessata dai lavori.

Il provvedimento riguarda, secondo quanto riferito dal sindaco di Abriola Romano Triunfo, un tratto di circa 500 metri collegato alla sede della nuova seggiovia. Il resto del cantiere, che si sviluppa complessivamente su un’area di circa tre chilometri, prosegue invece con le attività previste dal progetto.

La vicenda arriva dopo le polemiche sollevate nelle scorse settimane sull’abbattimento di numerosi alberi nell’area del Monte Pierfaone. La Procura contesta diverse possibili violazioni, tra cui quelle relative alla normativa paesaggistica, ambientale, urbanistica e alle aree protette. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti figura anche l’abbattimento di 809 piante d’alto fusto, prevalentemente faggi, in un’area protetta.

Il progetto di riqualificazione del comprensorio prevede la realizzazione di una nuova seggiovia, una pista da sci sintetica e altri interventi destinati al rilancio turistico della Sellata-Pierfaone. Un investimento considerato strategico per il territorio, ma finito al centro di un acceso confronto sul suo impatto ambientale e sulle procedure autorizzative.

Sul caso è intervenuto il sindaco di Abriola Romano Triunfo, che respinge le accuse di un presunto «disastro ambientale» e difende l’operato dell’amministrazione comunale.

Secondo il primo cittadino, gli alberi abbattuti erano «piante fitosanitariamente ammalorate» e la loro rimozione sarebbe stata già prevista dal Piano di assestamento forestale del 2023, sottoposto a Valutazione di Incidenza Ambientale. Triunfo sostiene inoltre che il progetto preveda la piantumazione di una superficie pari al doppio di quella interessata dai tagli, oltre allo smantellamento della vecchia sciovia e alla riqualificazione dell’area.

Il sindaco ribadisce quindi la fiducia nell’operato della Procura, ma contesta quello che definisce «allarmismo ideologico», sottolineando il rischio che un rallentamento dei lavori possa compromettere un finanziamento ritenuto fondamentale per il territorio.

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