La morte di Vito Caiafa, 75 anni, ha aperto un procedimento giudiziario destinato a fare luce sulle circostanze che hanno preceduto il suo decesso. La Procura della Repubblica di Udine ha infatti avviato un’indagine dopo la denuncia presentata dai familiari ai Carabinieri, chiedendo di ricostruire con precisione il percorso assistenziale seguito dall’uomo durante il ricovero all’ospedale Santa Maria della Misericordia. Caiafa è deceduto lo scorso 10 settembre, dopo una lunga permanenza nella struttura sanitaria friulana. Il suo ingresso in ospedale risaliva al 20 luglio scorso, in occasione di un ricovero programmato. Secondo quanto riferito dai familiari nell’esposto depositato alle autorità, nelle settimane successive le condizioni dell’uomo avrebbero subito un progressivo deterioramento, rendendo necessari ulteriori trattamenti ed interventi clinici fino al trasferimento in terapia intensiva, dove è sopraggiunta la morte.

La vicenda è ora affidata agli accertamenti della magistratura, chiamata a verificare l’intero andamento della degenza e la correttezza delle procedure adottate nel corso dell’assistenza sanitaria. L’iniziativa della famiglia non equivale, evidentemente, all’attribuzione di responsabilità individuali, ma mira a ottenere una ricostruzione documentale e clinica completa di quanto accaduto. Nell’ambito dell’inchiesta, la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria ed è stato disposto l’esame autoptico. Saranno soprattutto gli accertamenti medico-legali a fornire elementi utili per comprendere l’origine delle complicazioni intervenute durante il ricovero e stabilire se tra queste e il decesso possano emergere eventuali profili di rilevanza penale.
La scomparsa di Caiafa ha intanto suscitato una vasta commozione a Sapri e nel comprensorio del Golfo di Policastro. Nella sua città d’origine era conosciuto non soltanto per la lunga esperienza lavorativa nel settore edile, ma anche per una militanza politica e sindacale sviluppata attraverso decenni di impegno civile. Figura riconoscibile della sinistra saprese, Caiafa aveva attraversato alcune delle principali stagioni delle battaglie sociali del territorio. Fra gli episodi più significativi della sua esperienza pubblica vi fu la partecipazione alle mobilitazioni del 1979, quando la comunità locale si mobilitò per rivendicare l’apertura dell’ospedale cittadino. Una stagione di partecipazione popolare che avrebbe lasciato un segno nella storia recente di Sapri e nella quale Caiafa fu parte attiva.