Ricerca scientifica, l’Università della Basilicata tra le eccellenze mondiali: 24 studiosi nella classifica Stanford–Elsevier 2026

L’Università degli Studi della Basilicata consolida la propria presenza nel panorama scientifico internazionale. Sono 24 le ricercatrici e i ricercatori dell’Ateneo inseriti nella classifica mondiale Stanford–Elsevier 2026, che individua gli scienziati con un elevato impatto scientifico a livello globale. Di questi, 18 figurano anche nella graduatoria che prende in considerazione l’intera carriera scientifica, fino alla fine del 2025.

Il risultato rappresenta un importante riconoscimento per l’attività di ricerca svolta nei dipartimenti e nei laboratori dell’Università lucana, confermando la capacità dell’Ateneo di contribuire alla produzione e alla diffusione della conoscenza in diversi ambiti disciplinari. La graduatoria, nota come World’s Top 2% Scientists, è elaborata sulla base di indicatori bibliometrici ricavati dal database scientifico Scopus. La selezione individua i ricercatori che si collocano tra i più influenti a livello internazionale nei rispettivi settori, attraverso parametri che comprendono il numero di citazioni ricevute, la quantità e la rilevanza delle pubblicazioni scientifiche e altri indicatori dell’impatto della ricerca.

L’analisi è articolata in 20 grandi aree disciplinari e 174 sottosettori e comprende due classifiche distinte: una dedicata all’impatto scientifico registrato nel corso del 2025 e un’altra che considera i risultati conseguiti durante l’intera carriera, fino al 31 dicembre 2025.

Un sistema di valutazione che, pur includendo formalmente anche le scienze umane e sociali, risulta particolarmente rappresentativo dei settori in cui la produzione scientifica è maggiormente indicizzata nelle banche dati bibliometriche internazionali. Nella graduatoria relativa all’impatto scientifico del 2025 figurano 24 studiosi dell’Università della Basilicata, espressione di competenze e ambiti di ricerca differenti.

L’elenco comprende Antonio Azzollini, Raffaele Boni, Donatello Cardone, Giuseppe Colangelo, Michele Colangelo, Maurizio D’Auria, Hazem Salaheldin Elshafie, Patrizia Falabella, Katia Genovese, Rafik Karaman, Vittoria Infantino, Sergio G. Longhitano, Angelo Masi, Mayank Mishra, Giovanni Mongelli, Fabio Napolitano, Luca Pallotta, Eugenio Parente, Paolo Renna, Francesco Ripullone, Giuseppe Santarsiero, Carmela Saturnino, Carmen Scieuzo e Adriano Sofo.

La presenza di ricercatori appartenenti a differenti settori disciplinari testimonia la varietà delle competenze scientifiche sviluppate dall’Ateneo e il contributo offerto dalla comunità accademica lucana alla ricerca internazionale. Il riconoscimento si estende anche alla graduatoria che valuta l’impatto scientifico lungo l’intero percorso professionale. Sono 18 i ricercatori dell’Università della Basilicata inseriti in questa seconda classifica: Antonio Azzollini, Fabrizio Caccavale, Donatello Cardone, Innocenzo G. Casella, Maria Anna De Rosa, Caterina Di Maio, Maurizio D’Auria, Katia Genovese, Rafik Karaman, Angelo Masi, Mayank Mishra, Beniamino Murgante, Fabio Napolitano, Eugenio Parente, Paolo Renna, Patrizia Romano, Adriano Sofo e Valerio Tramutoli.

La doppia presenza evidenzia sia i risultati scientifici conseguiti nel corso dell’ultimo anno considerato, sia il contributo maturato nel tempo da una parte significativa della comunità accademica.

Soddisfazione è stata espressa dal rettore dell’Università della Basilicata, Fabrizio Caccavale, che sottolinea il valore del risultato per l’intero Ateneo.

«La presenza di un numero significativo di nostre ricercatrici e nostri ricercatori in una classifica scientifica di rilievo internazionale è motivo di grande soddisfazione per tutta la comunità accademica – afferma il rettore –. È un riconoscimento della qualità del lavoro svolto quotidianamente nei nostri laboratori e nei nostri dipartimenti, ma anche della capacità dell’Ateneo di esprimere competenze e risultati scientifici di livello internazionale».

Un traguardo che, secondo Caccavale, rappresenta anche uno stimolo a proseguire nel percorso di crescita dell’Università: «Questo traguardo ci incoraggia a investire ancor più nella ricerca, nei giovani talenti e nelle collaborazioni scientifiche, con la convinzione che la conoscenza sia una risorsa fondamentale per il futuro dell’Università e per lo sviluppo della Basilicata».

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