Accusato di stalking e maltrattamenti, maresciallo dei carabinieri assolto: “Il fatto non sussiste”

Si chiude con un’assoluzione perché “il fatto non sussiste” la vicenda giudiziaria che per cinque anni ha coinvolto un maresciallo maggiore dei carabinieri, accusato di presunti maltrattamenti in famiglia e stalking nei confronti della moglie. Il militare, che oggi presta servizio a Sala Consilina, all’epoca dei fatti era in servizio presso la Compagnia dei carabinieri di Vallo della Lucania. Proprio in seguito alla denuncia presentata dalla donna, nel contesto di una crisi coniugale sfociata in una procedura di separazione, era stato trasferito per ragioni di servizio. La sentenza di assoluzione è stata pronunciata dal giudice Ragucci presso il Tribunale di Vallo della Lucania. Le contestazioni riguardavano presunti comportamenti vessatori, prevalentemente di natura psicologica, oltre a episodi di presunta violenza fisica, minacce e pedinamenti che, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero provocato nella donna uno stato di ansia e paura. Tra gli elementi contestati figuravano messaggi inviati tramite WhatsApp, alcuni dei quali accompagnati da collegamenti ad articoli di cronaca riguardanti episodi di violenza sulle donne e suicidi di appartenenti all’Arma. Al militare veniva inoltre contestato un presunto episodio di aggressione risalente al gennaio 2020, oltre al ricorso a un investigatore privato e all’installazione di dispositivi di geolocalizzazione sull’automobile della moglie. Il procedimento era approdato al rinvio a giudizio nel gennaio 2022. Nel corso dell’iter giudiziario, il maresciallo era stato sottoposto anche alla misura cautelare del divieto di avvicinamento, successivamente revocata dal Tribunale del Riesame, che aveva accolto le argomentazioni della difesa.

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